
Illuminazione e quotidianità (2004)
Il divenire veritiero non è un qualcosa di astratto e di lontano dalla quotidianità che, al contrario, va utilizzata per stimolarlo. La sostanziale qualità del suo impiego, è determinata proprio da quanto se ne trae giovamento per sollecitare la crescita della consapevolezza.
L’individuo poco consapevole immagina in genere di dover fare tante cose e di avere tanti impegni, molti doveri e grosse responsabilità. Invece, anche per migliorare la propria esistenza, dovrebbe concentrarsi primariamente su “una cosa soltanto” : consapevolizzarsi, anche perché l’inconsapevolezza è il problema basilare; i problemi sono generalmente una conseguenza dell’inconsapevolezza propria e altrui.
Consapevolizzandosi, la vita diventa più fluente, se ne va il futile e si manifesta l’utile. La consapevolizzazione dovrebbe essere l’occupazione sostanziale, anche perché questo fa emergere la Pace, l’Amore, l’Appagamento, a cui ambiscono praticamente tutti, consciamente o inconsciamente.
Divenendo in modo ingannevole, si nuoce a sé e ad altri, immaginando magari di fare del bene, perché si fanno cose ritenute importanti, perdendo però di vista la basilare importanza di consapevolizzarsi e il fatto che meglio si diviene, meglio si può aiutare.
Si potrebbe pensare che esistere in funzione del proprio divenire veritiero sia egoismo o narcisismo. Invece, consapevolizzandoci ce ne liberiamo e ci avviciniamo ad Amare il prossimo come se stessi. Senza consapevolizzazione, l’egoismo e il narcisismo non possono scomparire, ma soltanto cambiare forma, assumere, per esempio, una veste che può essere interpretata come spirituale (egoismo e narcisismo spirituale).
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