Fatalismo e abbandonarsi a Dio

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La differenza tra abbandonarsi a Dio ed essere fatalisti è enorme. L’abbandono a Dio significa anche apertura a miglioramenti, altrimenti l’abbandonarsi a Dio sarebbe un atto negativo e la spiritualità degradante, come lo è la religiosità degradata. Il fatalismo, invece, è lasciar scorrere la corrente del destino non evolutivo, implica quindi l’assenza di maggior apertura a Volontà, Amore e Intelligenza. Per evitare veramente il fatalismo dobbiamo aumentare la capacità di manifestare i Potenziali di questi Tre Principi Divini. In questo senso, il fatalismo diminuisce con l’aumento delle capacità evolutive, cioè con la capacità di Realizzare il Proprio Regno dei Cieli in Terra, primariamente interiormente. Destarsi è fondamentale: sognare meglio è meglio che sognare peggio, ma il sogno è comunque fatalismo. L’inconsapevolezza collettiva è un ottimo sonnifero assunto costantemente, obbligatoriamente, dall’inconsapevolezza individuale.

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