Indipendenza o qualità della dipendenza?

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         È giusto porsi delle mete qualitative e adoperarsi consapevolmente per realizzarle, ma è deleterio subire l’attaccamento a ciò che si desidera ottenere, si sta ottenendo oppure si è già ottenuto. Si tratta della dipendenza negativa del soggetto dall’oggetto-risultato che vuole produrre, sta producendo oppure ha prodotto.

         Ben venga, invece, la dipendenza positiva dai frutti delle azioni, tra i quali c’è la liberazione dell’attaccamento ai frutti del proprio, ma anche altrui, agire. Dipendenza positiva dai frutti delle azioni significa: essere ricettivi al bene.

         La dipendenza è un Principio Basilare. Unicamente l’Esistenza Originale dipende soltanto da Se Stessa. Tutto il resto dipende dall’Esistenza Originale, semplicemente perché è espressione di parte del Suo Potenziale. Tutte le entità dipendono dal loro ambiente esistenziale e sono ambiente esistenziale per chi le abita.

         L’indipendenza totale è pertanto un’utopia. Essendo l’indipendenza totale impossibile per tutti, tranne che per la Sostanza Originale, il concetto di realizzare l’indipendenza andrebbe inteso come: migliorare la qualità della dipendenza. Significa maturare la capacità di farsi condizionare sempre più dal Superiore, per liberarsi dall’inferiore e maturare la continuità di consapevolezza di Sé in ambiti sempre più elevati.

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