Il rancore è anche un modo per scaricare su altri la propria rabbia, non soltanto quella specifica legata al rancore, usandoli come schermo per le proprie proiezioni.

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Il rancore è anche un modo per scaricare su altri la propria rabbia, non soltanto quella specifica legata al rancore, usandoli come schermo per le proprie proiezioni. Provare rancore significa quindi, anche, essere schiavi di proprie proiezioni distruttive.

         Il rancore indica il bisogno di aver ragione, ma provando rancore si crea un torto a se stessi, danneggiandosi.  Il rancore è un modo irragionevole di porsi verso se stessi, cercando giustizia, effettiva o solo presunta, essendo comunque ingiusti verso se stessi.

            Per comprendere meglio il valore negativo del rancore, può essere utile considerare che il termine rancore deriva dal latino rancore,  derivante a sua volta da rancere, cioè essere rancido, acido, guasto. Produrre rancore significa quindi alimentare in se stessi qualcosa di marcio, pertanto: avvelenarsi, marcire interiormente, intossicarsi, infettarsi…, alimentare un vero e proprio lebbrosario interiore.

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