L’Umanizzazione è anche via verso la Felicità integrale, intesa come aspetto esperienziale della Consapevolezza Integrale. Considerando l’enorme quantità di sofferenza degenerativa in circolo vizioso collettivo, la vita ordinaria può essere molto lecitamente considerata come caratterizzata dal divieto a essere Felici.
Così, alcuni si sentono in colpa perché provano felicità, che in genere è soltanto diminuzione dell’afflizione degenerante, non la Felicità vera e propria, intesa come Beatitudine.
Più precisamente, più che un divieto a essere Felici(tà), la vita ordinariamente (in)consapevole è un obbligo a generare inFelicità. Rispettare le regole del culto della sofferenza degenerativa, obbliga semplicemente ad armonizzarsi con l’afflizione degenerativa collettiva, aspetto dell’inconsapevolezza generale.
Per essere veramente compreso, il divieto alla Felicità esige, invece, enorme consapevolezza. Implica, tra l’altro, la conoscenza della Felicità Integrale, per Conoscere la Quale bisogna EsserLa.
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