Fare ciò che si desidera non significa necessariamente farsi bene e fare del bene, anzi. Eseguire ciò che si desidera significa seguire i desideri. Nel caso di desideri di bassa levatura significa venire eseguiti dai desideri, nel senso che mancando il Perno Esistenziale, si viene giocati, invece di giocare consapevolmente con la Manifestazione. I desideri negativi, ostacolanti l’Umanizzazione, non fanno certo parte del meglio, ma, eventualmente, indicano verso ciò che solo immaginiamo essere il meglio. Se fare ciò che si desidera significasse sempre anche fare e farsi del bene, la qualità della vita di chi fa, perlomeno in buona parte, ciò che desidera sarebbe migliore. Sicuramente migliora, invece, la vita di chi realizza i desideri giusti, Umanizzanti, anche perché migliora lui stesso in quanto vita. Enorme è la differenza tra il realizzare consapevolmente desideri evolutivi e l’essere fagocitati da desideri negativi,
La capacità di realizzare desideri deleteri potrebbe anche sembrare positiva, perché permette di ottenere il voluto, ma in verità permette di degradarsi e degradare, denigrare denigrandosi. In questo senso, il concetto di alta biodegradibilità non ha certamente un valore positivo, perché l’agente degradante è il male ignoranza esistenziale. Desiderare bene significa anche desiderare il Bene per tutti, consapevoli del fatto che il Bene fa male al male: il Bene redime anche attraverso la disintegrazione di forme malefiche.
Per migliorare la vita è necessario migliorarsi, siamo anche la vita stessa. Se vogliamo divenire veramente migliori, basandoci su parametri Umanizzanti, dobbiamo desiderare potentemente il Bene e realizzarci come sempre maggior bene.
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