È giusto fare ciò che si sente?

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A patto di sentire qualitativamente è giusto fare ciò che si sente.

Il primo passo che si dovrebbe fare seguendo il concetto di fai ciò che senti, dovrebbe essere sentire di dover migliorare il proprio sentire, spiritualizzandolo: il Sentire Originale è Beatitudine (Amore Assoluto).

Per chi è posseduto da contenuti inferiorizzanti, l’idea di fare ciò che sente può facilmente diventare una falsa giustificazione per sfogarli, pensando si tratti della strada della liberazione, verso la libertà.

Si tratta di liberazione, ma di demoni interiori attiranti demoni esteriori. La liberazione dai demoni è cosa ben diversa dalla liberazione dei demoni. Chiediamoci: quali e quanti demoni, interiori ed esteriori, ci suggeriscono la liberazione dei demoni, perché possano acquisire maggior libertà, a prezzo della nostra maggior schiavitù?

Il peggio di se stessi non va certamente nutrito esprimendolo. Il peggio va affrontato consapevolmente, con un profondo lavoro spirituale, per far posto al meglio. Tra l’altro, esprimendo il peggio di noi stessi, possiamo facilmente diventare esempio negativo per chi è schiavo di contenuti negativi, e trova in noi la giustificazione per poterli esprimere.

La libertà di espressione si acquisisce elevandosi. La vera libertà è libera dal bisogno di esprimersi bassamente. Il bisogno di dover esprimersi bassamente è indice di schiavitù, la Liberazione esige l’Umanizzazione.

La maturazione spirituale non consiste nel tradurre patologicamente i contenuti, consci e inconsci, in reattività animale, corrotta dalla capacità concettuale atta a studiare i modi per realizzarla.

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