
Brano tratto dal libro: Tasformare il rancore in Perdono

Gli argomenti di questo blog sono trattati durante i corsi di Andrea Pangos. Se sei interessato a partecipare o a organizzare un corso, puoi trovare maggiori informazioni alla seguente pagina:
Vai alla pagina dei corsi
***
Rancore e responsabilità: peso o opportunità? Luce della Consapevolezza, Alba della Libertà
Responsabilità e inconsapevolezza
Dobbiamo assumerci la responsabilità di maturare la consapevolezza, non cullarci nell’irresponsabilità dell’inconsapevolezza. L’ebbrezza può sembrare meglio della sobrietà, non esserla veramente. Consapevolizzarsi significa anche veramente responsabilizzarsi.
Il rancore è frutto di mancanza di risposte giuste. Dobbiamo tendere a risponderci giustamente. La responsabilità è questione di avere risposte giuste, cioè di intelligenza. Le risposte giuste sono in funzione delle vere esigenze. Siamo esseri umani, umanizzarci è l’esigenza fondamentale. L’umanizzazione implica il superamento del rancore in favore del perdono. La via verso il Perdono è un aspetto fondamentale del percorso umanizzazione.
Siamo stati incolpevoli, nel senso di irresponsabili della nostra inconsapevolezza, fino al momento in cui non abbiamo saputo della possibilità di maturare spiritualmente. Irresponsabili perché non avevamo una risposta diretta per una vita più consapevole. Non sapevamo nemmeno che esistono due mondi in uno: la dimensione dell’inconsapevolezza e la dimensione della consapevolezza. Quando però si scopre la possibilità del percorso spirituale, senza però iniziare a percorrerlo, si passa dall’essere irresponsabili perché senza risposta, a essere irresponsabili perché si sa che esiste la risposta percorso spirituale, ma non se ne fruisce.
Ci sono vari gradi e modalità di irresponsabilità. Solo sentire della possibilità di evolversi spiritualmente non significa necessariamente essere in grado di recepire il messaggio, anche perché l’attenzione selettiva dell’inconsapevolezza è focalizzata sul mondo dell’inconsapevolezza.
Il concetto di base però è questo: se sappiamo che è possibile maturare la consapevolezza e non agiamo concretamente in questo senso, siamo irresponsabili per conoscenza, che è ben diverso dall’essere irresponsabili per ignoranza. Essere inconsapevoli della propria inconsapevolezza non può essere un errore, ma è un errore molto grave non agire concretamente per aumentare la consapevolezza una volta consapevoli che non si è sufficientemente consapevoli.
Il grado di inconsapevolezza indica la nostra ignoranza esistenziale[1] in un dato ambito, oppure in generale. Non agire concretamente per superare l’ignoranza può essere inteso come stupidità esistenziale. Va però considerato che ci possono essere meccanismi interiori e condizioni esteriori talmente difficili da rendere impossibile una significativa liberazione dall’ignoranza, pur volendola. Tali condizioni non devono però essere usate come giustificazione per non impegnarsi al massimo, anche per preparare l’arrivo di strumenti evolutivi migliori e la comparsa di migliori condizioni.
Dobbiamo divenire fautori sempre più responsabili della nostra sempre maggior consapevolezza, anche perché osservando globalmente: la maturazione della consapevolezza è il Destino ineluttabile di ogni essere umano. Diversa è la qualità del percorso di vita in vita.
Scopri tutti i libri di Andrea Pangos

[1] Tutto è esistenza, perciò non esiste ignoranza non esistenziale. Il concetto di ignoranza esistenziale va inteso anche come: ignorare che umanizzarsi è lo scopo fondamentale della vita. Il non agire in funzione dell’umanizzazione di qualità può essere inteso come ignoranza esistenziale.
Lascia un commento