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Perdonare non è dimenticare: è trasformare il rancore in Amore
Lo scopo principale di questo libro è favorire il Perdono aiutando il lettore a realizzare un antidoto interiore per il meccanismo del rancore.
Il rancore sarà trattato come insegnamento da trascendere per donare maggior significato alla vita.
Perdonare non è dimenticare: è trasformare il rancore in Amore.
Il Perdono è una soluzione dell’incessante tendere dell’Amore a farsi strada in noi. Voler perdonare è tendere la mano all’Amore che ci viene incontro interiormente.
Provare rancore è negarsi all’Amore.
Perdonare è benedirsi.
Possiamo ritenere di avere mille ragioni per produrre rancore. Sono però molto più profonde le ragioni per cui dobbiamo volgerci verso il perdono. Per essere veramente dalla parte del giusto dobbiamo fare la cosa giusta: guarire dal rancore. Il rancore fa male ed essere malati non è sano.
Dobbiamo valorizzarci percorrendo la via verso il perdono, non subire il culto dell’autodistruzione. Abbiamo il diritto a essere felici e sani. Tra le varie certezze sul rancore e sul Perdono c’è la verità che il rancore fa male e il Perdono bene.
Mi voglio bene?
Il meccanismo del rancore impedisce l’autenticità esistenziale: Vita Vera. Abituati alla sopravvivenza la si scambia per vita.
Sto vivendo la vita che voglio oppure
sto sopravvivendo perché devo?
La vita che voglio è veramente
la migliore per me?
Per me chi?
Chi sono?
Perdonare non è dimenticare: bastone o carota?
Si può voler-dover iniziare la via verso il Perdono per due motivi. Perché:
– non si riesce più a sopportare il peso del rancore;
– perché si sente che si tratta di un atto morale, la cosa giusta da fare; una vera esigenza.
Il primo caso appartiene al metodo del bastone, il secondo al metodo della carota.
Nel primo caso possiamo dire che è la sofferenza degenerativa a chiamare il Perdono in aiuto. Si tratta di un’impellenza forzata dalla pesantezza della situazione, che diventa una coercizione più potente dell’inerzia causata dal blocco basato sul rancore.
Perché non anticipare i tempi
risparmiandosi sofferenza degenerativa?
La necessità di iniziare la via verso il Perdono può derivare da una patologia concreata proprio dal rancore. La via verso il Perdono è spesso una medicina fondamentale per la guarigione fisica. Ecco una ragione in più per iniziare subito la via verso il perdono, prima che si presentino complicazioni irrisolvibili.
Meglio la via del Perdono ora
o una patologia fisica domani?
Nel secondo caso si tratta invece del Perdono che chiama dalla profondità di noi stessi. Si tratta anche di due aspetti dell’“inizio”[1] della ricerca spirituale: la modalità coercizione (a causa di un problema, di una malattia grave, di grave disagio emozionale) e la modalità vocazione.
Affido consapevolmente il rancore all’Amore.
Nobilitare il passato: Perdonare non è dimenticare
Percorrere la via verso il Perdono non significa girare le spalle al passato, anzi: è voler nobilitarlo guardandolo consapevolmente. Subire il rancore è ripercorrere ciclicamente il passato, in automatico. Il passato possiamo vederlo bene solo dal presente. Non possiamo osservare nitidamente il fiume se intrappolati nei suoi vortici. Dobbiamo uscire a riva e osservarlo fermamente. Nuotare nel passato può significare affogare in ciò che è stato. Solo la terra ferma è ferma: il Presente è la postazione di osservazione obbiettiva.
Chiedo al Bene Assoluto la
valorizzazione massima del passato.
Non possiamo liberarci dal nostro passato perché è parte di noi. Voler liberarsi dal passato è come voler negare l’evidenza dei fatti. Non ci resta che riconoscere il giusto significato di ciò che è stato, aumentando il grado di consapevolezza. Il passato va visto come risorsa per migliori soluzioni evolutive. Non esiste liberazione del passato, ma possiamo elevarlo a ruolo di grande insegnamento.
Mi apro a riconoscere i significati umanizzanti del passato.
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[1] “Inizio” è virgolettato perché la ricerca spirituale non è iniziata in questa vita.
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