
I contenuti di questo blog sono tratti dai libri di Andrea Pangos e approfonditi durante i suoi corsi.
Amore Assoluto, Amore Stellare e amore emozionale: quali sono le differenze?
Amore Assoluto, Amore Stellare, amore emotivo e apparente amore
Quando si considera il termine “amore”, è essenziale stabilire un parametro corretto. Per discernere autenticamente, occorre riferirsi al suo grado più elevato, affinché l’analisi dei livelli inferiori possa avvenire per riflesso.
Amore Assoluto
L’Amore Assoluto, cioè l’esperienzialità sul piano di Ain Trascendente, rappresenta tale vertice: sorgente preesistente a ogni altra forma d’amore.
L’Amore Assoluto – o, se si preferisce, la Beatitudine trascendente – costituisce il parametro di ogni discernimento. Così come l’acqua pura rappresenta il riferimento per valutare ogni altra acqua, l’Amore Assoluto ci permette di riconoscere le impurità delle forme inferiori.
L’Amore Assoluto è uno stato eterno e pre-cosmico. È l’esperienzialità di Ain Trascendente. Non nasce da una reazione né da un bisogno: è la constatazione esperienziale di Sé dell’Essere, a prescindere da ogni Suo apparire in Sé a Sé. Non è qualcosa che si possa realizzare, perché in realtà, in quanto Sé Adam Kadmon, siamo eternamente Amore Assoluto. Tuttavia, partendo dall’immanente, possiamo riconoscere l’Amore Assoluto — e allora, in quei momenti o periodi, rimane solo il Trascendente. L’immanente, in questo caso, ci è servito come ascensore per giungere sulla Soglia di Sé, “scomparsa” la quale ci Presentiamo Noi Stessi in quanto Amore Assoluto.
Amore della Triade Superna
Sebbene Kether possa essere inteso come Volontà, esso è anche Amore: è il primo aspetto dell’Amore Immanente, semplicemente perché si tratta dell’esperienzialità più prossima all’Amore Assoluto, che si esprime, appunto, come Volontà.
Chokmah è in genere inteso come Sapienza, ma è anche Amore — infatti, da alcuni è indicato anche con l’appellativo di Amore e Saggezza.
Dal punto di vista esperienziale, anche Binah è Amore: il terzo aspetto dell’Amore Immanente.
Amore Stellare
L’Amore Stellare è l’Amore della Triade Centrale. È qui che si pongono i tre livelli già indicati:
Chesed – Vita animica piena: siamo consapevoli di noi stessi come oceano di neutrini.
Gevurah – Forza animica attiva: qui realizziamo consapevolmente fotoni sferici, fruendo dei neutrini offerti da Chesed.
Tifereth – Luce animica: amare su questo piano significa essere consapevoli di se stessi come fotoni sferici.
Amore emotivo
L’amore emotivo è la forma comunemente intesa come “voler bene”. È caratterizzato dal desiderio di bene per l’altro e dalla presenza empatica. L’Amore Stellare, invece, si fonda più sulla volontà per l’amore verso l’altro: implica cioè anche un atto di individualizzazione nei suoi confronti.
Con la maturazione della consapevolezza, l’amore emotivo si avvicina sempre più all’Amore Stellare, fino a quando questo prevale. Ciò avviene anche perché si sviluppa una visione più ampia dell’altro: non più soltanto come entità umana terrestre, ma anche come essere con una natura stellare e, oltre ancora, Trascendente. Questa visione implica la consapevolezza delle sue esigenze di individualizzazione.
L’Amore è dunque anche un impulso individualizzante, il che implica il superamento dell’egoismo: ciò che nutre l’egoismo non può essere considerato Amore.
L’Amore è privo di egoismo, che può essere inteso come trattenere per “sé” potenziali che dovrebbero essere messi a servizio dell’Oscillatore Perpetuo — o, detto altrimenti, dell’Umanizzazione.
Amore apparente
In questa modalità, il termine “amore” viene usato in modo improprio, applicandolo a relazioni dominate da gelosia, controllo, bisogno e colpevolizzazione.
Tali dinamiche non sono Amore — nemmeno nel senso più semplice di “voler bene” — ma rappresentano piuttosto una forma di “voler male”.
Anche se, in realtà, non si tratta di un “voler” in senso attivo: non si desidera consapevolmente il male, ma si subiscono meccanismi interiori distruttivi, i quali, tuttavia, possono far apparire che si voglia il male.
In pratica, si è dominati dalle dinamiche dell’Albero della Morte: quelle forze interiori disfunzionali che, anziché favorire l’integrazione, portano alla separazione, alla paura e alla frammentazione.
Questo non libera dalla responsabilità per il male arrecato a sé stessi e agli altri: si tratta, infatti, della responsabilità di non essere stati responsabili, ovvero di non aver dato il giusto responso, umanizzante, alle situazioni.
L’amore apparente è quindi anche un segno di disfunzione del sistema endocrino e di una desincronizzazione rispetto al ritmo del Mondo Stellare.
Quando l’amore non è in funzione del Mondo Stellare — cioè non è ispirato dalle forze superiori — si riduce a un insieme di impulsi caotici.
E non è nemmeno Amore: è solo qualcosa che così viene chiamato.
Relativamente ai sette livelli proposti da Rudolf Steiner, l’amore emotivo riguarda il terzo livello (Sostanza di desiderio), in cui prevale la simpatia, e in parte anche il quarto livello (Piacere e dispiacere). Da questo si può comprendere quanto sia importante sviluppare l’amore emotivo per poter giungere all’Amore Stellare.
Infatti, se non si sviluppa l’amore emotivo — che implica anche il lavoro sui traumi — si rischia di accedere a un livello superiore senza aver sanato le fondamenta. Questo può portare a gravi ripercussioni: alti e bassi psichici, oscillazioni emotive anche forti.
Quando si accede a un livello superiore senza aver risolto le ferite interiori, l’aumento di energia può alimentare i traumi, fungendo da carburante per essi, e ciò può causare vere e proprie “esplosioni” interiori ed esteriori, ovvero dinamiche traumatiche molto più intense di quanto si riscontrerebbe in condizioni ordinarie, cioè senza un tale accesso, aumento di energia a disposizione.
Sviluppare l’amore emotivo implica la trasformazione delle quattro regioni animiche inferiori, e dunque anche la repulsione, l’odio, l’antipatia e, persino, la simpatia in Amore. Poiché nulla può diventare altro da sé, in questo caso il concetto di trasformazione va inteso come una riorganizzazione dei componenti basilari, ovvero delle Shekinah–Mulaprakriti, in modalità Amore.

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