Quando l’Essere attira il Cosmo: Il ruolo di Purusha e Prakriti nella danza universale

Published by

on

Quando l’Essere attira il Cosmo: Il ruolo di Purusha e Prakriti nella danza universale

I contenuti di questo blog sono tratti dai libri di Andrea Pangos e approfonditi durante i suoi corsi.

Quando l’Essere attira il Cosmo: Il ruolo di Purusha e Prakriti nella danza universale

Il rapporto tra il Purusha e la Prakriti

L’idea che il Purusha non interagisca con la Prakriti richiede una rivalutazione.

Il Purusha, grazie alla sua perfetta sincronizzazione, influisce sulla manifestazione. Sebbene non partecipi attivamente al processo manifesto, la sua stabilità assoluta e la totale armonia delle oscillazioni fungono da punto di riferimento per le dinamiche cosmiche.

I sistemi manifesti tendono spontaneamente a sincronizzarsi con il Purusha, perché esso rappresenta un modello ideale di equilibrio. Questa influenza non avviene tramite un’interazione diretta, ma attraverso un influsso implicito, che orienta le strutture cosmiche verso maggiore ordine e stabilità.

Immagina un orologio perfettamente regolato: ogni suo ingranaggio si muove con precisione assoluta. Il Purusha opera in modo analogo. Le sue interazioni interne sono così perfettamente bilanciate da costituire un modello di coerenza perpetua. Questo equilibrio lo rende capace di influenzare l’universo senza entrarvi.

La manifestazione — con le sue dinamiche espansive e risonanti — è una proiezione del Purusha. Le vibrazioni trasmigranti che costituiscono il cosmo emergono dalla sua sincronizzazione assoluta. Dopo aver dato forma all’universo, ritornano infine al suo ambito. Il Purusha è l’Alfa e l’Omega: origine, sostegno e destinazione ultima di ogni fenomeno cosmico, nel senso che infine ogni Mulaprakrithi trasmigrante (cosmica) è reintegrata nel Purusha.

La Prakriti ha origine da Mahad, primo risultato dell’interazione tra il Purusha e le Mulaprakriti trasmigranti. Mahad è l’Intelligenza Cosmica, ma anche la “materia” fondamentale: la massa di Planck su cui si fonda l’intero universo.  Va considerato che la funzione della massa di Planck (Mahad) non si esaurisce nel significato attribuito dalla scienza convenzionale. Nel contesto del Secret of Sankhya, Mahad non è soltanto un limite teorico, ma un oscillatore perpetuo in cui massa ed energia non solo coesistono armonicamente, ma possiedono anche lo stesso valore numerico, esprimendo così uno stato perfettamente coerente.

Il Purusha, dunque, influisce profondamente sulla Prakriti. Questo diventa ancora più chiaro considerando che il Purusha è l’Androgino, composto da ParaShiva e ParaShakti, mentre Mahad Prakriti può essere inteso come Shiva, e Saptha Prakriti come Shakti. Si riflettono così due danze: la precosmica (ParaShiva–ParaShakti) e la cosmica (Shiva–Shakti).

Dobbiamo però considerare che le varie tradizioni spirituali spesso attribuiscono gli stessi nomi a elementi diversi della Totalità, o usano appellativi diversi per lo stesso fenomeno, anche a causa della mancanza di una descrizione strutturale completa della Totalità.

Va infine ricordato che  la manifestazione non si limita a Prakriti: Mahad (massa di Planck) e Saptha (nucleoni), ma include, tra l’altro, Mahad Vikriti (elettroni), Saptha Vikriti (neutrini) e Vritthi (fotoni).

Il Purusha e la gravità

La parola ‘krs’ indica esistenza o verità, e ‘na’ si riferisce alla personificazione della felicità spontanea. Il significato completo è:

“La persona la cui esistenza è caratterizzata dalla beatitudine,”oppure: “Colui che attrae tutti e li rende felici”[1].

Sri Brahma-samhita

Un aspetto fondamentale dell’influenza del Purusha sulla Prakriti è la forza gravitazionale. Secondo Ganesan Srinivasan, la gravità non è una forza autonoma, ma un fenomeno emergente dalla sincronizzazione degli elementi in un sistema. Quando un segmento del Purusha perde la propria sincronizzazione, si genera uno stress vibrazionale (Dukkha) che si diffonde verso l’esterno; si tratta della radiazione di Mulaprakrithi, cioè delle vibrazioni trasmigranti. 

Questo stress rappresenta una desincronizzazione delle vibrazioni, seguita dal processo di ristabilimento dell’equilibrio. È così che avviene la trasmigrazione delle vibrazioni, un processo di involuzione ed evoluzione. Il Cosmo è cioè una modalità equilibrante dello Spazio, in funzione dell’oscillatore perpetuo spaziale. Detto altrimenti: Il Cosmo è la modalità con cui lo Spazio mantiene il proprio equilibrio, in quanto oscillatore perpetuo.

Ciò è direttamente collegato con il concetto antroposofico delle sette metamorfosi della Terra: Antico Saturno, Antico Sole e Antica Luna fanno parte della fase involutiva, mentre Futuro Giove, Futura Venere e Futuro Vulcano rappresentano la fase evolutiva. La Terra è il punto di svolta.  Tutte queste fasi sono espressioni del Purusha, in quanto siamo Noi, Identità Cosciente, i Testimoni Eterni di tutti i processi manifesti: osserviamo la Sequenzialità dalla Simultaneità.

Il Purusha influisce sulla manifestazione proprio attraverso la gravità così intesa, cioè come risultato della sincronizzazione di sistemi meno sincronizzati con sistemi maggiormente sincronizzati. Essendo il sistema più sincronizzato, il Purusha “attira” gli elementi meno sincronizzati, poiché questi tendono a sincronizzarsi naturalmente con il sistema più stabile. È così che il buco nero al centro della galassia funge da punto focale per la sincronizzazione, governando le dinamiche della galassia tramite la sua attrazione gravitazionale, che deriva dalla sua sincronizzazione assoluta.

La gravità, quindi, diventa uno dei meccanismi attraverso cui il Purusha amministra il processo di involuzione ed evoluzione sua espressione, ripristinando la sincronizzazione massima fino alla “dissoluzione” del cosmo, quando le vibrazioni trasmigranti vengono reintegrate nel Purusha.

La gravità come uno yo-yo

Un’efficace metafora per comprendere la dinamica gravitazionale è il movimento di uno yo-yo. Quando lo si fa scendere, lo yo-yo si srotola lungo la corda, allontanandosi dalla mano che lo tiene. Tuttavia, grazie alla tensione della corda, lo yo-yo inizia a risalire verso la mano, cercando di tornare al punto di partenza.

Questo movimento ciclico rappresenta l’equilibrio tra due forze: l’energia cinetica che spinge lo yo-yo verso il basso e la tensione che lo riporta verso l’alto. In modo analogo, il processo gravitazionale è un riequilibrio dinamico: gli elementi di un sistema, dopo essere stati “srotolati” o disallineati, cercano di “risalire” verso un nuovo stato di sincronizzazione.

La metafora dello yo-yo si collega direttamente all’esagono Sankhya, dove il Purusha (Stato Supremo) rappresenta il Fulcro, contenente tutto il potenziale dello srotolamento e della ri-sincronizzazione. In questo contesto, la gravità non è una semplice attrazione fisica, ma un principio che guida il ritorno delle vibrazioni trasmigranti al loro stato di sincronizzazione primordiale.

Pagina Facebook dell’autore

Pagina Instagram

I contenuti di questo blog sono tratti dai libri di Andrea Pangos e approfonditi durante i suoi corsi.


[1] Sri Brahmâ-samhita – Quinto capitolo, Con il commento completo (Tika) di Srila Jiva Gosvami.  Editore: Associazione Vaiõëava Gaudiya Vedânta 2019, pagina 32.

Lascia un commento