Il risentimento
Essendo il voler bene senza risentimento, il risentimento è assenza di voler bene, pertanto anche di Amare ed Essere Amore: provare risentimento significa negarsi la possibilità di Amare.
Il risentimento è, anche, mancata accettazione degli altri e del mondo, perché non si è in pace con se stessi. Provare risentimento significa esserlo in parte, ogni esperienza è interiore. Detestare altri significa detestare parti di sé, coloro che sono percepiti come altri, fanno parte della propria percezione: sono io interiori, non individui esteriori. L’intero mondo percepito avviene in noi, fa parte di noi stessi, della nostra esperienza di esserci: si tratta della percezione che creiamo e definiamo mondo.
Il risentimento può essere stimolato da comportamenti altrui, ma la ragione principale del rancore consiste nel nostro modo di reagire, magari nemmeno a offese esteriori, bensì a meccanismi offensivi interiori. Volendo bene reagiamo con voler bene, Amando Amando. Il risentimento fa parte, invece, del regno del “voler” male, che più che volere, è desiderare. Possiamo volere nella misura in cui siamo liberi dal male, il volere dovrebbe essere inteso come capacità positiva: voler male significa essere in preda al male, non poter veramente volere. Da parte loro, gli altri possono esserci nemici, ma da parte nostra non dovremmo vedere nemici. Dovremmo essere i migliori alleati di noi stessi, anche reagendo consapevolmente, comprendendo pericoli, interiori ed esteriori.
Il risentimento fa parte della schiavitù dal passato, che rende impossibile la Presenza Presente, perché impedisce di non rimuginare ciò che è stato.
Il risentimento può essere considerato giusto, ma non perdonare è “ingiusto”, semplicemente perché rovina la vita.
Il risentimento è una forma di autolesionismo, influisce necessariamente negativamente su chi lo produce. Provare risentimento significa produrlo, produrlo vuole dire avvelenare e avvelenarsi. Che senso ha volersi male per desiderare il male ad altri?
Il risentimento è un ottimo modo per fruire pessimamente di se stessi, generando emozioni e idee distruttive. La vita dovrebbe essere creazione, non distruzione, se non altro perché noi siamo la vita stessa: che senso ha bombardarsi?
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