L’approccio conoscitivo più profondo porta a negare consapevolmente la Realtà della manifestazione, non a negarne l’esistenza. La Manifestazione è Dio manifesto, confutarla significa negare Dio. L’irRealtà della manifestazione non la rende senza valore o negativa. Per il pensiero, tutto ciò che esiste è conoscenza, pertanto di per sé valore: ogni parola è significato e ogni significato è valore. Inoltre, i pensieri sono sì valori concettuali, ma grazie al pensiero possiamo scoprire Valori Divini, che esistono a prescindere dall’interpretazione e che il pensiero rende comprensibili. L’importante è valorizzare giustamente, valorizzando il giusto, anche svalutando l’ingiusto. La Manifestazione è irReale perché non autoesistente, non perché inesistente. Affermare che la manifestazione non esiste significa automaticamente confermare la sua esistenza, ogni affermazione esige la manifestazione. Dire che il tempo non esiste significa validarne l’esistenza, i concetti sono inscindibili dal tempo. La manifestazione esiste come illusione, irRealtà, che esiste effettivamente e non Realmente perché, appunto, non autoesistente.
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