Il fatto che tutto sia relativo, non significa che tutto è uguale, nel senso che in generale va bene tutto, anzi.

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Qualità del bene

La qualità del bene di un determinato elemento è definita da quanto favorisce l’Umanizzazione. In questo senso, il male è bene soltanto nella misura in cui è stato utilizzato per generare maggior bene. Relativizzare bene significa favorire l’aumento della qualità del bene, cioè dello spazio evolutivo.

         Considerando ineluttabile l’Illuminazione, più è ampio il periodo contemplato, più tutto ci appare in funzione del bene, proprio perché l’Illuminazione è una Meta inevitabile. D’altro canto, più restringiamo il periodo che consapevolmente osserviamo, più abbiamo la possibilità di comprendere che il bene è relativo fino a un certo punto, nel senso che meglio sfruttiamo il tempo per realizzare il bene, Illuminarci, meglio è. Esistono innumerevoli qualità di bene: maggiore è la qualità meglio è, chiaro.

         Essendo la relatività necessariamente relativa, dovremmo ragionare in termini di qualità della relatività. Il fatto che tutto sia relativo, non significa che tutto è uguale, nel senso che in generale va bene tutto, anzi.

         Certo, dalla prospettiva del Bene Assoluto, e dell’inevitabile Finalizzazione del bene spazio evolutivo, va tutto bene. A prescindere dalla quantità e qualità dei processi necessari per la Finalizzazione del bene. Dovremmo però ragionare soprattutto in termini qualitativi, non quantitativi, come è, invece, d’obbligo quando si elabora il proprio esistere in base alla quantità delle forme, perché si è carenti di qualità coscienza.

         Maggiore è la qualità dello spazio evolutivo, meglio è. Più sono gli strumenti evolutivi meglio è. Più sono gli esseri che si evolvono intenzionalmente meglio è. Più consapevolmente affrontiamo gli ostacoli meglio è. Prima ci Illuminiamo, meglio è: per noi e altri.

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