I sensi di colpa implicano, in genere, un buon grado di empatia, che permette di sentire di aver provocato danno a qualcuno.
Sono però possibili sensi di colpa quasi senza empatia, perché non si sente il male arrecato, ma lo si deduce in base a regole comportamentali assimilate, che si sa di aver trasgredito. Si tratta perciò di sensi di colpa, prevalentemente, concettualizzati.
Ogni senso di colpa esige, chiaramente, la concettualizzazione. Senza il concetto: mi sento in colpa, o perlomeno: ho fatto qualcosa che non avrei dovuto fare, non ci può essere il senso di colpa.
Il sentirsi in colpa perché sentiamo e sappiamo direttamente, giustamente, di aver sbagliato, senza elaborazione concettuale dettata da programmi comportamentali fornitici da altri, è chiaramente di qualità ben diversa, maggiore, rispetto alla qualità dell’appurare in modo meramente concettuale, quasi senza sentimento, di aver sbagliato.
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