Bene Assoluto e Perfezione
Il Bene Assoluto può essere considerato come Perfezione Assoluta. La realizzazione del bene è, invece, essenzialmente, perfezionamento di se stessi, per realizzarsi come Bene Assoluto.
L’idea che il Bene Assoluto è la Perfezione Assoluta, non va intesa come indicazione che il resto della Totalità è imperfetto, ma serve a indicare che l’essere umano è imperfezione con la possibilità di perfezionarsi[1], tendendo a realizzarsi, appunto, come Bene Assoluto.
Difatti, dalla Prospettiva Bene Assoluto, tutto è, essenzialmente Perfezione, di cui fa parte anche la più grande imperfezione umana. Le imperfezioni umane non sono un impedimento per la Perfezione Totale: lo Zero Totalità è sempre Zero, a prescindere da ciò che accade in Esso.
Nel suo senso più intimo, il concetto di perfezione andrebbe inteso come Stato di Coscienza Bene Assoluto, consapevole del Tutto come Perfezione. Per giungere a tale stato bisogna però perfezionarsi, liberandosi dalle proprie imperfezioni che, essenzialmente, sono l’insieme di ciò che impedisce l’Essere Bene Assoluto.
[1] Le forme sono espressioni evolutive dello Spirito, andrebbero osservate sempre in funzione, appunto, dell’evoluzione spirituale.
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