Schiavi di una minuscola gabbia in cui a malapena può entrare il corpo fisico, non c’è quasi la possibilità di muoversi fisicamente. Disponendo, invece, di un ampio spazio, anche se recintato, possiamo correre e allenarci, per magari scavalcare il recinto. Certo, in molti casi la situazione è propria quella della gabbia, anche se a causa dell’assuefazione alla schiavitù dell’inconsapevolezza, si può immaginare non sia così. Le limitazioni riguardano però il piano orizzontale e i livelli inferiori. La soluzione è quindi volgersi verso il Superiore, che può portare a un salvataggio paragonabile all’elisoccorso durante un’inondazione.
Costretti alla prigionia dall’inconsapevolezza dobbiamo liberarci interiormente, volgendo l’attenzione al Superiore, per maturare la consapevolezza. Possiamo farlo, per esempio, meditando con l’affermazione:
Mi abbandono consapevolmente al Bene Assoluto.
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