Molto male può essere evitato
La realizzazione finale del bene è inevitabile, sia individualmente sia collettivamente, ma molto male può essere evitato e, chiaramente, è meglio evitarlo. Superando un certo grado di schiavitù dalla meccanicità-inconsapevolezza, l’uomo ha l’opportunità di liberarsi dal destino scritto, meccanico, e di proporsi un destino sempre più Umanizzante.
L’ineluttabilità è l’inevitabilità, ma: l’ineluttabilità subita meccanicamente è questione di incapacità, mentre l’inevitabilità creata consapevolmente è questione di capacità. Certo, anche l’inevitabilità creata consapevolmente si basa su inevitabilità passate, ma più è consapevole, più l’uomo a può scegliere di cosa alimentarsi, a quali influssi essere soggetto, per migliorare se stesso qualità esistenziale.
Va considerato che il passaggio da inevitabilità meccanica, a inevitabilità creata consapevolmente, non è questione di linearità. La capacità di influire sugli eventi consapevolmente può aumentare esponenzialmente, ma già a livello basico si può comprendere le differenze dettate da consapevolezza oppure inconsapevolezza[1].
Pensiamo alle differenti conseguenze derivanti dall’essere fagocitati da un’emozione negativa, oppure dall’osservarla consapevolmente fino a giungere alla quiete mentale ed emotiva. Oppure, riflettiamo sulle conseguenze prodotte da giorni di produzione di emozioni negative, paragoniamole poi a quelle prodotte da periodi in cui viene emanato Amore, anche se inteso basicamente, cioè come Simpatia senza antipatia. L’Amore Vero e Proprio è un livello esistenziale del Bene Assoluto.
Elevandoci, dipendiamo sempre meno da ineluttabilità inferiori e sempre più da inevitabilità Superiori, divenendo noi stessi genitori di ineluttabilità di sempre maggior qualità. Dipendere sempre più dal Bene Assoluto non è certo un male, soprattutto quando è autodipendenza, perchè Si È il Bene Assoluto Stesso.
Maturare processi per divenire inevitabilmente ineluttabilità di sempre maggior qualità, è una definizione appropriata dell’Umanizzazione.
[1] Chiaramente, non esiste un confine netto tra consapevolezza e inconsapevolezza, ma ci sono innumerevoli gradazioni di (in)consapevolezza.
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