Prospettiva Bene Assoluto e prospettiva umana
Essendo il male circoscritto al campo evolutivo, non esiste male Assoluto. Tra l’altro, non potendo esserci due Assoluti[1], l’esistenza del male Assoluto significherebbe che il male è l’Assoluto Stesso, il che implicherebbe il male come destino finale, e il bene come male necessario allo sviluppo del male.
Non esistendo un male assoluto, non c’è nulla che possa impedire la realizzazione del bene: Finalizzazione del bene. Oltre a esprimere, chiaramente, un’ovvietà, il proverbio: tutto è bene ciò che finisce bene, esprime anche una profonda verità[2]. In verità, la verità è questione di ovvietà, per chi Sa.
Osservando quindi dalla prospettiva globale, che include la realizzazione inevitabile di tutti: tutto è bene, perché tutto contribuisce alla realizzazione del piano benefico di realizzazione onnicomprensiva. Semplificando, si tratta della prospettiva del Bene Assoluto. La prospettiva dell’essere umano mediamente (in)consapevole non è però quella del Bene Assoluto. Per quanto immensamente “meno reale” di quella del Bene Assoluto, all’uomo ordinariamente (in)consapevole, la propria prospettiva sembra essere l’unica realtà e in un certo senso la è, perché pur essendo irReale, l’uomo non Discernente la sperimenta, interpreta, come realtà. Proiettare, cioè interpretare malamente, è una specialità dell’inconsapevolezza.
Il male non può minimamente intaccare il Bene Assoluto, ma una singola vita umana può subire mali indicibili. Ciò può risultare incomprensibile, ed è effettivamente incomprensibile, finché non si realizza la Prospettiva Bene Assoluto, o perlomeno una visione più elevata rispetto all’ordinario stato di coscienza. Più diveniamo simili al Bene Assoluto, più scompaiono gli apparenti paradossi cosmici e le apparenti ingiustizie, perché la Visione è illuminata dalla Luce della Verità. Paradossi e ingiustizie sono questione di interpretazione parziale degli eventi.
[1] L’esistenza dell’Assoluto senza attributi e dell’Assoluto con attributi, non significa che si tratta veramente di due Assoluti: l’Assoluto con attributi è l’espressione dell’Assoluto “senza” attributi.
[2] Tale proverbio può essere considerato come massima esoterica espressa a livello essoterico. Il fatto è però che in quanto culto dell’oggettività, l’essoterismo è sostanzialmente viziato dal non considerare l’essenziale.
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