Realizzarsi come Bene Assoluto
Il Bene Assoluto non è qualcosa che possiamo fare, perlomeno non nel senso ordinario dell’idea di fare.
Il Bene Assoluto è Ciò che possiamo Essere.
Il Bene Assoluto è Ciò che Siamo Essendo: Volontà – Amore – Sapere; la Qualità Origine è implicita.
Realizzarsi come Bene Assoluto significa perciò, anche: Essere Volontà – Essere Amore – Essere Sapere. Agire cioè come Trinità: Volontà – Amore – Sapere, che significa aver trasceso i livelli esistenziali precedenti.
In quanto Io Monadico, già Siamo Volontà-Amore-Sapere. L’essere Volontà-Amore-Sapere implica però essere, anche, continuità di coscienza su questi tre piani esistenziali. Più precisamente sul piano più elevato dei tre, cioè nell’ambito della Volontà. Soltanto così possiamo veramente operare su tutti e tre i piani: Operando come Volontà che si esprime attraverso Amore e Sapere.
Dalla prospettiva Originale, il Bene Assoluto è lo Stato Divino[1]. Dalla prospettiva umana, il Bene Assoluto è, invece, lo stato Illuminato, che può essere definito come: Essere Volontà, espressa Intelligentemente come Amore.
Tendendo qualitativamente al Bene Assoluto, realizziamo sempre meglio le Tre Qualità: Volontà – Amore – Sapere, fino a realizzarci come Qualità Bene Assoluto, individualizzazione realizzata del Bene Assoluto.
Mi apro a Essere Sapere.
Mi apro a Essere Amore.
Mi apro a Essere Volontà.
Sono il Bene Assoluto.
[1] In verità, tutto è Divino, tranne Dio. L’aggettivo: Divino, è utilizzato nel senso di inattaccabile dal male.
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