L’inconsapevolezza implica meccanicità e il comportamento meccanico è reattività, non risposta vera e propria. Chiaramente, è bene essere dotati di programmi comportamentali meccanici che permettono di evitare danni, o di riparare quelli arrecati. La consapevolezza, più precisamente la consapevolizzazione, è però un bene maggiore. Essere macchine programmate in modo relativamente positivo è certamente meglio che essere automi codificati negativamente. Destino dell’uomo è però elevarsi, superare la meccanicità, per divenire Essere Umano a tutti gli effetti, realizzando concretamente la Divinità individualizzata.
Più siamo consapevoli meglio possiamo agire, interagire, mentre meno siamo consapevoli più reattività, nostra e altrui, siamo destinati a subire. In verità, la reattività non è nemmeno nostra: ne siamo posseduti.
La Coscienza Integrale è assenza di reattività: la distanza dalla Coscienza Integrale indica pertanto il grado di reattività. In quanto Onnipervadenza, la Coscienza Integrale è Azione – non azione: è Influsso di là di ogni azione temporale, condizionante la temporalità tutta.
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