Affermare che Dio è in noi significa pensare che siamo più grandi di Dio, cioè che Dio è un oggetto proiettato da noi soggetto; un’assurdità soprattutto se consideriamo che il concetto di Dio andrebbe usato primariamente per indicare l’Origine, che è l’Infinito Originale, senza nemmeno Espressione.
Si tratta di una falsità che può comunque essere temporaneamente utile, una specie di stampella, medicina per guarire dall’idea di un Dio esteriore. L’importante è affrancarsi il prima possibile da tale stampella, scoprendo che, inteso come Origine, Dio è l’Identità Reale: Ciò che si è Realmente, come “Elemento” Immanifesto, non come entità manifesta.
L’Origine è adimensionale e nell’esprimere il Proprio Potenziale crea Dimensionalità, che con il proprio svilupparsi crea contenitori contenenti contenuti sempre più limitati-limitanti: Dimensionalità che in nessun caso tange l’Origine Stessa.
L’idea che Dio è in noi va bene soltanto fino a un certo punto, anche perché Originariamente Dio è senza punto alcuno.

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