
L’esigenza più profonda è la necessità di maggior umanità: siamo giusti verso noi stessi nella misura in cui ci umanizziamo.
Realizzare le vere esigenze stimola altri a realizzare le loro. Non c’è conflittualità tra vere esigenze proprie e altrui. Molteplici sono le vie verso l’unica Verità. Riconoscere le vere esigenze e decidere di realizzarle è una funzione fondamentale dell’arbitrio.
Ritenere vere le esigenze che non lo sono è uno dei problemi esistenziali fondamentali, significa nutrire il falso. L’insufficiente grado di consapevolezza ha come conseguenza l’acquisizione di valori proposti da chi ignora le vere esigenze, come anche da chi le conosce, ma ha convenienza a proporre esigenze non essenziali.
Per riconoscere le vere esigenze bisogna passare dall’immaginarsi al conoscersi. Le vere esigenze vanno anche sentite, intuite. Non solo pensate. Per sentire-comprendere le vere esigenze bisogna sentirsi giustamente, il che implica un processo di purificazione, che esige miglior alimentazione, non soltanto nel senso di cibo fisico.
Riconoscere le vere esigenze implica l’aumento del grado di consapevolezza che a sua volta è un’esigenza fondamentale.
Mi apro a riconoscere le false esigenze.
Mi apro a riconoscere dove mi sta portando la realizzazione delle false esigenze.
Sintonizzazione sulle vere esigenze.
Mi apro alla realizzazione dell’essenziale.
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