
Apro mente, cuore e corpo fisico a tutte le guarigioni per superare il culto della colpevolizzazione.
Del culto della colpevolizzazione fa parte ciò che fa proliferare il meccanismo di colpa. Riflettendo sul culto della colpevolizzazione può essere utile intendere l’inquisizione come forma massima (o quasi) di colpevolizzazione.
Il culto della colpevolizzazione è dato da un insufficiente grado di consapevolezza. È un aspetto dell’impotenza esistenziale collettiva, cioè dell’incapacità di assertività esistenziale.
Il culto della colpevolizzazione va sostituito con il rito della consapevolizzazione. La regola dovrebbe essere: consapevolizzare sempre, colpevolizzare mai. Colpevolizzare produce problemi, consapevolizzare soluzioni. Ogni colpevolizzazione è di troppo.
La sensazione-idea di aver sbagliato può essere giusta, ma colpevolizzare e colpevolizzarsi è un errore. Dobbiamo prendere coscienza degli errori, ovvero (se necessario) aiutare altri a essere consapevoli dell’errore, ma senza colpevolizzazione.
Così come bisogna stare attenti a non colpevolizzare altri, così non dobbiamo cadere nell’errore di voler consapevolizzare altri: possiamo aiutarli a consapevolizzarsi, soprattutto consapevolizzandoci, ma non consapevolizzare loro al posto loro. Espresso diversamente: è possibile colpevolizzare altri, ma non consapevolizzarli.
Chiedo al Bene Assoluto tutto l’aiuto di cui ho bisogno per superare il culto della colpevolizzazione.
Colpevolizzare:
– è presumere l’inferiorità di chi si colpevolizza: posso dirti che hai sbagliato perché ne so più di te;
– è inferiorizzare se stessi e il prossimo, più precisamente subire i meccanismi inferiorizzanti;
– fa parte del percorso di peggioramento, colpevolizzare è inferiorizzarsi;
– è una debolezza da cui si è usati;
- è confermare la propria incapacità di comunicare giustamente;
– può far sembrare forti, perché capaci di manipolare, ma si tratta di una debolezza: manipolare significa essere manipolati dall’inconsapevolezza;
– è lontananza dall’etica. Non dobbiamo infliggere sofferenza (né a noi stessi né ad altri), non dobbiamo nutrire altri con la nostra afflizione e non dobbiamo nutrirci con la sofferenza altrui;
– può essere un modo per coprire il sentirsi inferiori o altre lacune (o presunte tali);
– può essere l’attacco usato come difesa.
– non produce benefici effettivi, né per noi né per altri;
– può portare a provare fallace sollievo, perché si è passato parte del proprio peso esistenziale ad altri;
– significa essere sottomessi al culto della coercizione. I meccanismi predominanti del singolo obbligano la sua psiche a coercizzare altri;
– può essere uno strumento di vendetta, anche come strumento di ritorsione per essere stati colpevolizzati;
– è puntare il dito contro. Invece di puntare il dito bisogna tendere la mano per aiutare e il dito per indicare soluzioni;
- è una specie di abuso di potere, ma è anche un modo di subire la propria impotenza. Abuso di potere anche perché abusiamo del potere derivante dall’altrui sentirsi in colpa; subire l’impotenza perché subiamo il colpevolizzatore interiore;
- può essere una maschera per la freddezza e rigidità psicofisica;
- è un modo sbagliato per ottenere il controllo, pertanto il controllo così ottenuto non può essere che falso, non basato su verità.
- significa confermare la propria incapacità di comunicare giustamente;
- favorisce la paura altrui di essere abbandonato; superare la paura dell’abbandono è uno dei modi modo per superare il meccanismo di colpa.
Colpevolizzare altri è un modo per deviare verso il prossimo i nostri contenuti distruttivi. Colpevolizzare altri (più precisamente: subire i processi del colpevolizzare) è un modo per impedirsi di consapevolizzarsi. Ciò che sperimentiamo come altri fa parte del nostro campo esperienziale. Le definizioni riguardanti altri sono nostri contenuti interiori. In questo senso colpevolizzare altri è un modo di subire la nostra ignoranza in relazione alle nostre percezioni che definiamo: lui, lei, loro.
Chiedo al Bene Assoluto di proteggermi dal mio colpevolizzare.
Chiedo al Bene Assoluto di proteggere gli altri dal mio colpevolizzare.
Chiedo al Bene Assoluto di proteggermi dal colpevolizzare altrui.
Dal colpevolizzare al consapevolizzare
Consapevolizzare amplia la panoramica esistenziale, colpevolizzare la restringe. La colpevolizzazione è il viaggio di chi si è destinato a un vicolo cieco.
Consapevolizzare porta a riconoscere ed esprimere verità, colpevolizzare porta a focalizzarsi sugli errori.
Consapevolizzare è far crescere la conoscenza, colpevolizzare significa subire l’ignoranza.
La colpevolizzazione è un’aggressione, un aspetto della violenza esistenziale talmente diffusa che alcuni aspetti non vengono nemmeno notati, oppure non sono definiti come violenza. La violenza è sempre violenza, ma non essendo dotati della necessaria sensibilità si può ritenere la violenza non violenza. Nell’antica Roma veniva ritenuta normalità la violenza che aveva il Colosseo come teatro. La vita non deve essere un Colosseo in movimento.
Mi apro alla realizzazione del campo dell’Umanizzazione Massima.
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