Differenze tra Identità Reale, Coscienza, Io, personalità e identità immaginata: Di chi è la Coscienza?

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Chi sono?

Conosco me stesso?

Cosa significa conoscersi?

Basata sull’indagine mnemonica la domanda: Chi sono? favorisce principalmente risposte legate alla freccia temporale relativa alla dimensione mentale, emozionale, fisica, vale a dire: alla personalità.

L’Identità non è però questione di temporalità, ma si Simultaneità.

Riconoscere l’Identità significa scoprirsi prima di ogni ricordo, emozione e concetto.

In quanto struttura psicofisica siamo anche tutti gli eventi sperimentati, che sono questione di interiorità. Essi non fanno però parte dell’Identità né dell’Io, ma del Suo esprimersi-Nostro esprimerci (in quanto Identità).

Per riconoscere l’Identità possiamo meditare con le seguenti affermazioni e preghiere:

Chiedo all’Identità di farsi riconoscere.

Mi apro a riconoscere l’Identità.

Cos’è l’Identità?

Chi sono in Realtà?

Identità immaginata

L’identità immaginata è essenzialmente l’insieme di definizioni non veritiere di sé stessi. Perciò è primariamente questione di concettualità: senza concetti non ci può essere un’idea di identità. L’identità immaginata è però anche emozioni e sensazioni che sono però fortemente determinate dalle idee su sé stessi e determinano le stesse idee.

Possiamo avere idee corrette su noi stessi anche senza conoscere la struttura identitaria (Identità più suo esprimersi) dell’essere umano, ma senza una visione integrale siamo destinati a interpretazioni parziali. Possiamo valutare giustamente determinate nostre capacitàà o caratteristiche. Senza la Prospettiva Identità non ci può però essere effettiva conoscenza di sé stessi, soprattutto quando immaginiamo di essere solo un costrutto psicofisico. Ignorare la propria Eternità implica immaginarsi solo temporali. Ignorare di essere senza fine obbliga a immaginarsi finiti. Non conoscersi come innati obbliga a pensare che dovremo morire (esiste la morte, non il morto: il cadavere non è mai stato vivo).  Ignorare la Simultaneità obbliga a vedersi solo come sequenzialità.

Per quanto sia immaginaria (cioè non corrispondente) all’effettivo stato delle cose, l’identità immaginata è l’identità “nella quale vivono” praticamente tutti. Soltanto negarla perché non è l’Identità Reale non risolve certo la questione.

Un’ “identità immaginata sana” è meglio di una malata. Dalla Prospettiva terrestre la ricerca spirituale stessa inizia dall’identità immaginata e passa attraverso una fase in cui si può formare un’identità immaginata di tipo spirituale (immaginarsi spirituali). Inizialmente la ricerca spirituale è anche miglioramento dell’identità immaginata, che però va superata.

Chiedo all’Identità di aiutarmi a riconoscere e trascendere l’identità immaginata.

L’Identità

L’Identità che siamo è il qualcosa che solo noi siamo.

L’Identità non è né la personalità né il costruttore dell’io.

L’Identità è ciò che siamo in Realtà, cioè eternamente: esistente a prescindere da ogni Nostra espressione.  Unicamente ciò che non cessa è reale. L’identità̀ implica continuità.  L’Identità è reale perché senza cessazione: l’Identità è, anche, durata infinita.

Tutti gli altri elementi dell’essere umano sono espressioni dell’Identità.  In quanto Identità siamo Eterna Esistenza, che significa anche Durata senza fine, perché Durata senza inizio. La Durata è una caratteristica fondamentale dell’Identità.

L’Identità è l’essere umano immanifesto, ovvero implicito, che è anche il seme di ciò che poi è l’essere umano manifesto, cioè l’esprimersi dell’Identità.

L’Identità è l’uomo primordiale, esistente a prescindere dall’espressione cosmica. Nella tradizione induista l’Identità è definita anche: Purusha, che come già anticipato significa: essere umano.

L’Identità è la base dell’autocoscienza: autocoscienza è sinonimo di coscienza; senza autocoscienza non c’è coscienza, ma solo riflesso della coscienza. Unicamente l’Identità dispone di Coscienza.

Chiedo alla Verità di aiutarmi a riconoscere l’Identità.

Chiedo all’Identità di Presentarsi.

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