Esiste la Giustizia Divina? Se sì, come funziona e perché? Esiste l’ingiustizia? Quanto siamo giusti con noi stessi?

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Esiste la Giustizia Divina? Se sì, come funziona e perché? Esiste l’ingiustizia? Quanto siamo giusti con noi stessi?

Mi apro a comprendere il funzionamento

della Giustizia Divina.

Mi apro a riconoscere le Leggi Cosmiche.

Giustizia Divina

La Giustizia Divina è l’ineluttabile realizzazione delle leggi cosmiche e pre-cosmiche garantenti l’ordine cosmico in funzione del ripristino dello Stato Originale, nel senso di reintegro delle vibrazioni trasmigranti.

Intesa in questo senso, la Giustizia Divina è il processo senza deviazioni conseguente al Proposito che le vibrazioni trasmigranti (decadute) possano essere reintegrate nello Stato Originale, cioè nell’ambito della Simultaneità.

Maggiore è il grado di consapevolezza più siamo in linea con leggi cosmiche via più superiori, anche perché agiamo da un piano esistenziale superiore a quello precedente. L’aumento del grado di consapevolezza è la via verso l’uso di mezzi sempre più giusti per realizzare scopi sempre più elevati. Aumentare il grado di consapevolezza è il modo diretto per diminuire il grado di “ingiustizia” (che è un aspetto della legge del caos).

La determinazione del grado di (in) giustizia esige la determinazione di uno standard di giustizia.  In verità tutto è giusto anche perché ciò che accade è ineluttabile e l’ineluttabilità non può essere ingiusta. Ci sono diverse qualità di giustizia, cioè gradi di giustizia. Consideriamo il seguente. Il concetto di giustizia è direttamente correlato con il concetto di giusto. È del tutto giusto, naturale, che un fenomeno favorisca conseguenze esprimenti la sua natura. Per esempio, è naturale che la rabbia favorisca conflitti, distruzioni, incomprensioni. Per la rabbia è impossibile favorire direttamente la pace, la creatività, la comprensione. È giusto, inevitabile, che la meccanicità non possa produrre azione consapevole. Nota: Creatività intesa come organizzazione di forme, non come creazione “vera e propria”: alcunché può essere creato, perché creare significherebbe trarre dal nulla e il nulla non esiste.      

La giustizia è questione di ineluttabilità. Nulla può essere altro da ciò che è. Per determinare il grado di giustizia è perciò necessario determinare un parametro superiore, che trascende i livelli di giustizia inferiore. Tale parametro è la realizzazione del proposito per cui è realizzato il cosmo. Per ciò che ci riguarda, la linea guida deve essere l’umanizzazione come processo di individualizzazione e reintegrazione delle vibrazioni nello Stato Originale (Esistenza – Coscienza – Beatitudine).

L’ineluttabilità finale è che tutte le vibrazioni trasmigranti siano reintegrate e rimanga soltanto lo Stato Immanifesto (Stato Originale, Simultaneità) perlomeno fino al prossimo fisiologico esprimersi di Ciò che è Immanifesto).

Umanizzarsi significa anche essere più giusti con se stessi, cioè più in linea con le vere esigenze, vale a dire con l’umanizzazione. Tendere a essere giusti significa tendere a essere Legge sempre superiore grazie soprattutto a un maggior grado di sincronizzazione. Vuole dire tendere ad allinearsi con l’Ordine Superiore (operando cioè da gradi esistenziali via più superiori) rendendo giustizia a sé individuandosi con la maggior qualità possibile.

Leggi cosmiche e regole umane

Le leggi cosmiche sono Leggi Divine che derivano dal proposito dell’esprimersi di Dio, cioè da una prospettiva onnicomprensiva.

Le leggi scritte dall’uomo terrestre sono invece regole scaturenti da una visione e comprensione parziale. Non sono leggi vere e proprie, ma regole. Le regole possono essere cambiate, mentre le leggi cosmiche no.

Non esiste giustizia non Divina

Il concetto di giustizia richiama spesso all’idea di giustizia divina. La questione concernente la giustizia divina è semplice: non esiste giustizia non divina, non esiste ingiustizia divina. Tranne Dio tutto è Divino: Dio è Dio, non divino, mentre tutto il resto è espressione di Dio, perciò Divino. Il concetto di Divino non dovrebbe essere rigidamente associato alla Luce, anche le tenebre hanno la loro funzione nell’esprimersi di Dio.

Nel riflettere sul rapporto tra Dio e il bene – male, è di fondamentale importanza definire cosa si intende con il concetto di Dio.

Cosa intendo quando dico, penso: Dio?

So veramente cosa intendo con il concetto di Dio,

oppure parlo per sentito dire, magari da qualcuno che,

anch’egli, aveva parlato di Dio per sentito dire?

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