Vivere rettamente è questione di “morale” o di Verità? Come vivere rettamente per Essere Vita Vera.

Published by

on

Scopri tutti i libri di Andrea Pangos

Immagine vivere rettamente per essere vita vera

Gli argomenti di questo blog sono trattati durante i corsi di Andrea Pangos. Se sei interessato a partecipare o a organizzare un corso, puoi trovare maggiori informazioni alla seguente pagina:
Vai alla pagina dei corsi

***

Come vivere rettamente per Essere Vita Vera.

Vivere rettamente è l’attuazione del potenziale dato dalla Virtù Suprema, che è un modo per definire lo Stato Originale.  È Virtù Suprema anche perché è caratterizzato dalla Coerenza Assoluta che rappresenta lo Stato Esistenziale Massimo – Assoluto.

La Virtù Suprema è lo Stato Originale: inizio e meta di ogni trasmigrazione. La Coerenza Assoluta dello Stato Originale stimola gli stati meno coerenti a sincronizzarsi con Esso. Da parte sua, essendo dotato di arbitrio l’uomo deve coadiuvare questo processo umanizzandosi con qualità: vivendo rettamente.    

Vivere rettamente significa sincronizzare giustamente le vibrazioni affinché si presenti lo Stato Originale perché emersa la Prospettiva Identità. Ogni attività umana che favorisce la giusta sincronizzazione è virtù.

Le virtù sono spesso considerate come azioni disinteressate, ma essere virtuosi implica un forte interesse; non egoistico. È nell’interesse del singolo umanizzarsi con la massima qualità possibile. Più l’azione è virtuosa, anche nel senso di libera dal tornaconto personale egoistico, maggiore è il tornaconto umanizzante. Più facciamo del bene senza pensare al tornaconto personale egoistico, più la nostra azione influisce automaticamente in modo positivo sulla nostra umanizzazione: più tornano i conti per ciò che concerne lo scopo fondamentale della vita. 

Le virtù non sono quindi soltanto questione di altruismo, anzi. Essere virtuosi significa anche, se non soprattutto, fare del bene a sé stessi favorendo l’umanizzazione. Tra l’altro, se non realizziamo qualcosa di positivo per noi stessi, soprattutto in noi stessi, non possiamo condividerlo con altri: fare qualcosa di positivo-umanizzante per altri. L’azione virtuosa rende possibile ulteriore progresso spirituale (umanizzazione) che non sarebbe stato possibile senza un nucleo virtuoso precedente.

Vivere rettamente significa vivere contemporaneamente in funzione del proprio bene e di quello altrui. L’effettivo bene (non quello fantasticato) altrui è quello proprio sono inscindibili. L’umanizzazione è un bene per tutti: la realizzazione delle esigenze falsate è positiva solo apparentemente e l’umanizzazione non è questione di apparenze.

L’umanizzazione del singolo è un bene per la collettività. Va però considerato che quando la collettività è guidata da meccanismi disumanizzanti, oppure “stagnanti”, può “rigettare” il singolo perché fuori dagli schemi della meccanicità collettiva e perché mette in pericolo tali meccanismi deleteri.   

Se il bene fosse relativo, cioè essenzialmente diverso per ciascuno, saremmo destinati al conflitto perenne. La possibilità della risoluzione di ogni conflitto è data dal fatto che abbiamo tutti lo stesso scopo fondamentale: l’umanizzazione.

Gli stati esistenziali Superiori sono senza conflitto. Da ciò possiamo dedurre che tutti gli esseri umani hanno, perlomeno potenzialmente (la pratica è ben diversa), la possibilità di far emergere stati superiori, che sono esenti da conflitto, anche perché caratterizzati da Amore e Conoscenza. È vero che oggigiorno tali stati sono facoltà di pochi (ci riferiamo soprattutto alla Prospettiva Identità), ma nei secoli aumenterà il numero di individui che potranno far emergere e mantenere regolarmente stati Superiori. Chi conosce tali stati, sa che si tratta di ciò di cui ogni essere umano ha bisogno, di ciò a cui ogni essere umano ambisce, consapevolmente oppure “inconsapevolmente”. 

Tendere qualitativamente a umanizzarsi è la virtù fondamentale che raggruppa tutte le altre virtù: progredire nettamente verso il Superiore trascendendo l’inferiore che in un dato momento rappresentiamo; inferiore nel senso che ci impedisce stati esistenziali Superiori.

L’umanizzazione consiste essenzialmente nello sviluppo delle tre facoltà umani primarie: volere – sentire – pensare. Vivere rettamente significa principalmente maturare un sempre miglior volere, sentire e pensare per passare dall’animalumano all’Umano.

Scopri tutti i libri di Andrea Pangos  

Pagina Facebook dell’autore

Pagina Instagram

Lascia un commento