
Seconda parte dell’articolo
Per liberarsi dalla gelosia bisogna vederla come patologia: come ostacolo per l’amore che è salute esperienziale non solo quando inteso come Amore – Beatitudine. Credendola sentimento di amore non ci si può liberare da questa carceriera spesso scambiata per alleata. In alcuni casi addirittura salvatrice.
Interpretati nel modo giusto gli avvenimenti possono esserci d’insegnamento: la sofferenza degenerativa dovrebbe significarci che le lezioni della vita sono colte in modo perlopiù sbagliato. L’insegnamento che dovremmo trarre dalla gelosia è: siamo posseduti da una malattia, dobbiamo guarire il prima possibile. E definitivamente.
La gelosia è spesso suddivisa in normale e patologica. Classificazione lecita da un certo punto di vista: per differenziare il grado di gelosia. Fuorviante se osservata dalla prospettiva della Salute esperienziale. La distinzione della gelosia in patologica e non patologica può essere cioè utile in certo ambiti. Ai fini dell’umanizzazione la gelosia è però un ostacolo da nobilitare usandolo come trampolino di lancio per il suo trascendimento. L’idea che non tutta la gelosia è patologica implica la credenza che una parte dello spettro della patologia rappresenti la salute. In un rapporto ordinariamente malato la gelosia può sembrare far bene, perché può “equilibrare” un quadro clinico malato; ossimoro? La gelosia può rendere particolare l’equilibrismo, non favorire l’Equilibrio.
Gli standard di salute emotiva andrebbero basati sull’Amore, non sulla distruttività di cui la gelosia rappresenta parte dell’assenza di soluzione di continuità. Basandoli su fenomeni insani come la gelosia si formano standard malati da seguire come “indicazioni per la salute”. L’antidoto più potente per la gelosia non si trova nel mondo del duale, né negli opposti né nei simili: il vero antidoto è l’Amore-Beatitudine, il non duale.
In un rapporto patologico la malattia può sembrare benefica, ma nemmeno piccole dosi di gelosia devono essere viste come elemento sano del rapporto di coppia: non esistono bombe impresari edili. La gelosia non può mai diventare antidoto, ma può essere la sveglia verso maggior qualità esistenziale.
La gelosia può produrre sensazioni seducenti, ma rappresenta comunque un approccio negativo all’eros. Giocare con la gelosia significa giocare con il caos: non è poi lecito lamentarsi perché la vita presenta il conto di un rapporto di coppia insoddisfacente. Provocando gelosia la si invita a pranzo. Il partner abituato a essere stimolato da atteggiamenti di gelosia potrà, per esempio, cercare di ingelosirci per riprovare lo stato a cui è piacevolmente abituato. Per rendere più intenso il gioco potrebbe anche “tradire”. Le impressioni che formiamo in noi si aggregano per similitudine fino a diventare potenti entità interiori. In determinate condizioni salgono alla ribalta possedendoci per formare circostanze idonee alla loro nutrizione: producendo gelosia ci imprigioniamo nella parte oscura del rapporto. La gelosia produce costrizione: l’Amore è Libertà.
Chi ha bisogno della gelosia per ravvivare un rapporto, per essere più seducente, per accendere la vita sessuale, farebbe bene a chiedersi:
Perché per ovviare a una situazione negativa sono arrivato al punto di manipolare usando un’emozione distruttiva?
Dovrebbe inoltre cercare soluzioni positive: maturando la sessualità consapevole, migliorando la comunicazione, sviluppando i propri principi maschili e femminili, evolvendo l’attrazione di coppia (senza l’uso di fenomeno distruttivi come gelosia e brutta compagnia).
Secondo alcuni canoni provare gelosia può essere visto come dimostrazione di attenzione verso il partner, del fatto che si tiene al rapporto. L’attenzione è però questione di salute non di malattia: la gelosia non sarà mai un lecito standard di salute. L’attenzione è qualcosa che dirigiamo, la gelosia qualcosa che ci domina.
Lascia un commento