Perché Dio è Dio? L’Assoluto non è spiegabile? Indicazioni su come spiegarsi l’Assoluto.

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Spiegarsi l’Assoluto

Cos’è l’Assoluto?

Cosa intendo esattamente

quando dico dell’Assoluto?

So esattamente cosa intendo

quando dico: Assoluto?

Perché l’Assoluto è l’Assoluto?

Tendere a spiegarsi qualitativamente l’Assoluto è un ottimo modo per allenarsi a porsi domande illuminanti e rispondere giustamente alle stesse. È molto utile per maturare la Ragione e la sua collaborazione con la Sapienza. È un modo per sposare: Pensiero Vivente e Puro Pensare.

Alcuni ritengono futili le spiegazioni dell’Assoluto perché ritengono che l’Assoluto non sia spiegabile. Certo, i concetti sull’Assoluto non sono l’Assoluto, anche perché l’Assoluto esiste a prescindere da ogni concetto. Essendo ben prima del mondo concettuale l’Assoluto è anche Verità senza verità, cioè senza concetti veritieri. Ciò però non significa che non è necessario dare importanza alle verità sull’Assoluto, anzi. Riflettere consapevolmente sull’Assoluto è una modalità meditativa che favorisce il conoscere l’Assoluto grazie all’emersione della Prospettiva Identità.  Non conoscere le verità sull’Assoluto significa anche lasciare spazio alle falsità sull’Assoluto. Ignorare le verità è una specie di falsificazione indiretta: mentirsi indiretto.

Spiegarsi bene l’Assoluto è un modo per liberarsi dal dogma che l’Assoluto è inspiegabile. Consideriamo che nemmeno le spiegazioni della mela sono la mela. Ciò non toglie che è bene disporre di informazioni utili sulla mela, per esempio che è idonea all’uso alimentare. Non sapendo ciò una persona affamata potrebbe trovare una scatola piena di mele, ma non sapendo che sono commestibili, potrebbe non mangiarle, temendo di potersi avvelenare. In modo simile, alcuni hanno paura dell’Assoluto, più precisamente delle idee errate che si sono fatti dell’Assoluto. Per esempio, alcuni hanno paura di sparire a causa del presentarsi dell’Assoluto. Come se l’Assoluto potesse essere assente e come se Noi Stessi non facessimo parte dell’Assoluto.      

I concetti sono un aspetto fondamentale della vita. Non saper usare giustamente i concetti significa esserne manipolati. Possiamo affermare che le parole sono solo parole, ma ciò non significa che non è bene spiegarsele bene. Le idee hanno un impatto determinante sulla vita, la cui qualità dipende anche dalla qualità delle idee.

Riflettere giustamente riguardo l’Assoluto obbliga la mente a volgersi verso il Superiore: favorire la sincronizzazione delle tre forze-forme basilari (coesione, risonanza, espansione) che ci compongono in modo che possa emergere l’aspetto più profondo della Prospettiva Identità, che è (anche) Conoscenza dell’Assoluto inteso come Stato Originale (“senza guna”).

Spiegarsi bene l’Assoluto è un modo per favorire il riconoscerSi in quanto Identità (Purusha, Essere Umano). Senza volgere la mente verso il Superiore, possiamo occuparci di tematiche spirituali, ma non maturare spiritualmente.   

È perciò bene liberarsi da idee falsificatrici del tipo: l’Assoluto è oltre la mente e perciò non può essere spiegato dalla mente. Consideriamo che intesa come elemento che rende possibile la concettualizzazione, la mente è indispensabile per spiegarsi l’Assoluto, come ogni altra cosa: senza mente non ci possono essere spiegazioni; nemmeno la spiegazione che la mente non può spiegare l’Assoluto. È importante che la mente spieghi bene sé stessa a sé stessa.

Cos’è la mente?

So esattamente cosa intendo

quando dico: mente?

         L’idea che l’Assoluto non è lecitamente spiegabile è un’assurdità. Disponendo delle capacità concettuali necessarie, l’Assoluto, o perlomeno alcuni aspetti dell’Assoluto, sono spiegabili molto più facilmente rispetto, per esempio, ad aspetti dell’arancia.

         La spiegazione appropriata dell’Assoluto, perlomeno dei Suoi principi base, necessita semplicemente di concetti basilari utilizzati razionalmente. Maggiore è la complessità di un elemento, più sono le nozioni necessarie per spiegarlo con qualità. L’Assoluto è certamente un insieme molto complesso di processi, ma si tratta di processi basici che si possono spiegare senza determinate conoscenze tecniche, per esempio chimiche come nel caso di un frutto. In sintesi: per spiegare l’Assoluto basta il buon senso.

         Alcune conclusioni alle quali possiamo giungere riflettendo sull’Assoluto necessitano dunque solo di logica basilare. La domanda fondamentale a cui rispondersi per comprendere cos’è l’Assoluto è:

Perché l’Assoluto è l’Assoluto?

L’Assoluto è l’Assoluto perché esiste a prescindere;

(da tutto il resto, che è comunque una Sua espressione).

         La specifica è tra parentesi perché come Assoluto possiamo intendere non soltanto l’Assoluto inteso come Stato Originale (Assoluto “senza guna”), ma anche lo Stato Originale con anche alcuni aspetti del Suo esprimersi (Assoluto “con guna”)

Cosa esiste a prescindere da tutto il resto?

Lo Spazio.

Perché lo Spazio?

         La domanda:

Perché l’Assoluto è l’Assoluto?

Significa cioè:

Perché lo Spazio è lo Spazio?

Ma anche:

Perché Dio è Dio?

         Nel capitolo dedicato allo Spazio vedremo che spiegarsi, almeno basilarmente, lo Spazio e perché esiste a prescindere (da tutto il resto), esige soltanto buon senso, capacità di ragionare.

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