Affermare che ciò che sperimentiamo come altri non sono gli altri di per sé (perché si tratta di forme prodotte da noi stessi in noi stessi) è ben diverso dal dire che gli altri sono solo nostre proiezioni: che esistono soltanto nella nostra mente.
La percezione non andrebbe confusa con l’oggetto su cui si basa. Dire che tutto ciò che sperimentiamo avviene in noi (perché la nostra sperimentazione-interpretazione non può essere esteriore a noi) non significa affermare che non esiste un mondo esteriore: altro da noi stessi. Come già scritto, affermare che tutto è una nostra proiezione implica la convinzione che ci siamo solo noi.
E poi come potrebbe essere tutto una nostra proiezione facendo noi stessi parte del tutto? Anzi (almeno secondo questo ragionamento) essendo noi stessi il tutto; chiaramente si tratta di immaginazioni basate su presupposti sbagliati.
Gli altri esistono a prescindere dalla nostra esperienza definita altri. Se fossero veramente nostre proiezioni non sarebbero nemmeno altri: non sarebbero altro da noi, non esisterebbero nemmeno se non come nostra proiezione.
Se fosse vero che gli altri sono solo proiezioni di qualcuno ci sarebbe un unico proiettore e tutti gli altri sarebbero proiettati. In questo caso solo uno potrebbe affermare che gli altri sono sue proiezioni. Come la mettiamo con tutti gli altri che affermano ciò: e come la mettono loro?
La struttura olografica della totalità significa che ci sono innumerevoli ologrammi, non che esiste un solo ologramma soltanto. Dio è (anche) il Proiettore Principale, non l’unico proiettore: siamo Figli di Dio perché facenti parti della Simultaneità senza prima e dopo. Per precisione in quanto Controllore Supremo Dio nemmeno proietta: è Controllore Supremo perché senza vibrazioni trasmigranti.
Mi apro a riconoscere le verità
sulla struttura olografica della Totalità.

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