
“Ti sei sacrificato abbastanza, per non dire troppo. Metti la sofferenza degenerativa sull’altare sacrificale, affidala con consapevolezza al Bene Supremo. Cerca di non nutrirti con la sofferenza altrui e non permettere ad altri di nutrirsi con la tua. Permetti alla felicità di inondarti la vita.”
“Sono stato contagiato dall’idea che la sofferenza è indispensabile per l’espiazione dei peccati. Mi hanno insegnato che ognuno deve portare la propria croce.”
“Senza la croce interiore si è obbligati a portare la croce esteriore. La croce va realizzata interiormente ottimizzando il rapporto spirito-materia, non portata sulla spalla come onere della sofferenza degenerante.”
Il Cavaliere si sentì togliere un peso di dosso. Anzi una croce, o quasi. Alcuni frammenti gli erano infatti rimasti ben infilati nel corpo astrale.
“Che senso avrebbe la vita se la meta finale fosse la sofferenza degenerante? Dio non è sadico. L’afflizione è una funzione evolutiva, non una determinazione definitiva. Basta con la sofferenza degenerativa. Fai entrare luce, gioia, felicità nella quotidianità.”
“Facile a dirsi.”
“È da farsi.”
“Come faccio a liberarmi dalla sofferenza passata?”
“Usala come sveglia. Non è passata se ancora soffri. C’è perché dormi troppo spesso anche durante lo stato di veglia.”
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