La Coscienza non è un fenomeno quantistico

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La Coscienza non è un fenomeno quantistico. La scienza quantistica, per quanto avanzata, opera all’interno di un paradigma che coglie soltanto manifestazioni già in atto, ovvero fenomeni che emergono dalla dallo Stato Supremo (Purusha, Singolarità, buco nero). In altre parole, la scienza quantistica definisce l’esprimersi della Coscienza, ma non la Coscienza stessa.

La Coscienza è una realtà intrinseca allo Stato Supremo, una presenza perenne che precede qualsiasi manifestazione quantistica. Quando la scienza quantistica osserva un fenomeno, lo fa in un contesto in cui la “freccia” della manifestazione è già stata scoccata. Il sistema quantistico può studiare il movimento della freccia, la sua traiettoria e gli effetti che essa produce, ma non può cogliere la Coscienza che precede lo scoccare della freccia. In questo senso, la Coscienza è l’Arco.

In questo contesto, bisogna considerare che, interpretata materialisticamente nella fisica moderna, la massa di Planck è intesa essenzialmente come la massa teorica di una particella o oggetto la cui lunghezza d’onda di Compton è uguale al raggio di Schwarzschild. È una quantità fondamentale definita attraverso costanti fisiche e rappresenta una scala in cui la gravità e la meccanica quantistica hanno lo stesso peso. Tuttavia, secondo il Secret of Sankhya, la massa di Planck, o Mahad, è interpretata in modo diverso. Essa non è semplicemente una quantità statica, ma viene vista come uno stato oscillatorio perpetuo e auto-simile, un concetto che si collega direttamente all’idea che Mahad è l’intelligenza cosmica, intimamente connessa al concetto di consapevolezza.

In questa visione, la massa di Planck non è solo una misura fisica, ma è l’intelligenza cosmica, un elemento dinamico che riflette l’organizzazione intelligente del cosmo. Ogni particella e ogni oscillazione fanno parte di un più vasto schema di consapevolezza, indicando un legame profondo tra materia e coscienza. Questo punto di vista sottolinea come la massa di Planck, all’interno di questo schema, giochi un ruolo cruciale nel mantenimento di uno stato oscillatorio perpetuo e nella transizione tra diverse forme di materia, come quark e neutroni, contribuendo alla coerenza e stabilità delle interazioni subatomiche.

Mentre la scienza moderna si concentra sugli aspetti statici e teorici della massa di Planck, il Secret of Sankhya la considera in termini dinamici e oscillatori, con un’enfasi particolare sul suo ruolo di espressione della Coscienza nell’ambito cosmico.

Tuttavia, è importante ricordare che, nonostante queste interpretazioni, la scienza quantistica, con tutti i suoi strumenti, resta comunque uno spettatore tardivo nel tentativo di comprendere la Coscienza. Essa può determinare o influenzare l’esprimersi della Coscienza, ossia le sue manifestazioni, ma non ha accesso alla fonte originaria (Stato Supremo) da cui queste manifestazioni scaturiscono.

Inoltre, la scienza quantistica tende a confondere l’osservatore sensoriale con l’Osservatore Reale, che nel contesto della filosofia indiana è il Purusha. Mentre l’osservatore sensoriale, cioè l’uomo cosmico-terrestre, può determinare e influenzare i flussi dal basso attraverso l’interazione con il mondo fenomenico, il vero impulso, la legge fondamentale, scaturisce dall’alto, dall’Osservatore Reale. È come se l’uomo cosmico-terrestre potesse manovrare le correnti di un fiume mentre scorre, ma la sorgente e il corso iniziale del fiume sono già stati stabiliti dalla Coscienza Suprema, il Purusha. Ricordiamoci che in quanto Identità eterna precosmica noi stessi siamo un Purusha.

La scienza quantistica è come un osservatore che arriva sulla scena dopo che l’azione è già iniziata. Può descrivere la danza della freccia nel volo, ma non può comprendere l’immobilità e la potenza contenute nell’arco teso e pronto a scoccare. La Coscienza, dunque, è l’arco: una presenza silente e dinamica che contiene tutte le possibilità e che, solo quando si manifesta può essere osservata dalla scienza quantistica.

In conclusione, la Coscienza non è un fenomeno quantistico. È un aspetto dello Stato Supremo) da cui i fenomeni possono emergere e manifestarsi. La scienza quantistica, pur con tutte le sue sofisticate interpretazioni, resta limitata a osservare ciò che si è già manifestato. L’osservatore sensoriale ordinario può operare sui flussi già esistenti, ma è l’Osservatore Reale, il Purusha, che regola e dirige l’origine stessa di quei flussi, stabilendo la legge dalla quale tutto discende.

Da ciò possiamo comprendere anche la fondamentale importanza di realizzare la capacità di favorire il Presentarsi della Prospettiva Identità.

Brano tratto dal mio ultimo libro: Coscienza, Spiritualità e Scienza: esplorando Induismo, Cabala, Antroposofia e Buddhismo: Santa Trinità e Supersimmetria – Oltre la Scienza Quantistica

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