
Il concetto di frantumazione dei vasi, o Shevirat HaKelim, nella tradizione cabalistica, trova una sua corrispondenza nella transizione dalla simultaneità alla sequenzialità. Tuttavia, è essenziale chiarire che questa frantumazione non riguarda il passaggio primario dalla simultaneità pura (Purusha) alla sequenzialità iniziale (Mahad), ma piuttosto un secondo grado di transizione, che si manifesta nel passaggio da Linga a Bhava.
Il passaggio da Purusha a Mahad rappresenta il primo grande salto dalla “simultaneità pura” alla sequenzialità. In questo contesto, Purusha è il principio della simultaneità assoluta in cui tutto esiste in uno stato di potenzialità coesa. Quando si passa a Mahad (massa di Planck), l’intelligenza cosmica primaria, si entra nella fase in cui le potenzialità iniziano a dispiegarsi in una forma sequenziale. Questo segna l’inizio della sequenzialità, ma in una forma ancora primordiale e sottile, fungendo da punto di partenza per la differenziazione.
La frantumazione dei vasi, invece, è più accuratamente collegata al passaggio da Linga a Bhava, che rappresenta un secondo grado di transizione dalla simultaneità alla sequenzialità. Nel passaggio da Linga a Bhava, le forze che erano ancora in uno stato di potenzialità sovrapposta e simultanea (Linga) si desincronizzano e iniziano a manifestarsi come fase Bhava. Questo passaggio implica un auto-confinamento o restrizione di secondo grado, in cui la sequenzialità diventa non solo presente, ma pienamente operativa nel “mondo delle forme”.

Raffigurazione delle dinamiche Linga – Yoni (Bhava).
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