Brano tratto da uno dei libri di Andrea Pangos.
Gli argomenti di questo blog sono approfonditi nei suoi corsi.

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Guardare la TV in modo illuminante è un’opportunità per aumentare il grado di consapevolezza.
Per trasformare il semplice guardare la TV, smettendo di identificarsi con ciò che si percepisce e trasformandolo in contemplazione illuminante, possiamo seguire questi passi:
- Testimoniare consapevolmente il susseguirsi delle immagini sullo schermo. Utilizzarle, cioè, come strumento meditativo per sviluppare la capacità di testimoniare.
- Riflettere consapevolmente. Considerare che la percezione: televisore, appare nella nostra percezione-mente.
Possiamo poi domandarci:
Dove appare la TV? → Nella stanza.
Dove appare la stanza? → In me, a me.
Chi sono?
- Riconoscere che i corpi dei protagonisti del film appaiono sullo schermo della TV, così come i corpi che percepiamo (più precisamente: le percezioni dei corpi) appaiono in noi, nello schermo chiamato percezione-mente.
- Comprendere che, così come gli avvenimenti del film non sono reali, allo stesso modo non lo sono gli avvenimenti della vita, ovvero la percezione degli eventi; o meglio: le percezioni che definiamo eventi. Ciò che percepiamo attraverso gli organi di senso come universo non è l’universo, ma la percezione universo.
Intesa nel senso ampio del termine, la Realtà è il Substrato in generale, mentre, nel senso stretto del termine, è l’Origine.
Ciò non significa che la vita terrestre, la mente, le emozioni e il corpo fisico vadano negati perché irreali. Anzi, vanno valorizzate, cioè fruite in funzione dell’umanizzazione. La vita terrestre è indispensabile per maturare spiritualmente, poiché, attraverso la struttura psicofisica, impariamo a gestire la realtà sensibile, fino al punto da non avere più bisogno di incarnarci. La vita terrestre è una benedizione, per quanto tragica possa essere in alcuni casi.
- Riconoscere che, così come la nostra struttura psicofisica osserva le immagini sullo schermo televisivo e le immagini della vita in generale, così l’Identità che Siamo (Purusha) osserva-testimonia il nostro esprimersi cosmico (cioè, l’esprimersi di Noi Identità). La capacità di percezione sensibile e la cosiddetta autocoscienza cerebrale si basano sull’Identità e sono riflessi della Coscienza dell’Identità. Attraverso la struttura psicofisica osserviamo il temporale, mentre, in quanto Identità, siamo Eterni Testimoni del temporale: si tratta del rapporto tra Simultaneità e sequenzialità.
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