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Il metodo della gioia e la sofferenza stagnante
Nella nostra vita, impariamo costantemente, ma il modo in cui scegliamo di farlo determina la qualità del nostro cammino. Possiamo crescere:
– Con il metodo della gioia, simbolo di consapevolezza, luce e amore, imparando zvolontariamente e con armonia.
– Attraverso la sofferenza stagnante, un apprendimento forzato che si ripete nel dolore, quando ignoriamo le lezioni della vita.
Esiste anche una sofferenza evolutiva, diversa dalla stagnante: questa non ci blocca, ma ci spinge a crescere quando decidiamo di affrontare consapevolmente le nostre sfide. È la fatica costruttiva che nasce dal superamento di ciò che ci trattiene.
La sofferenza stagnante: il fiume bloccato
La sofferenza stagnante è come una diga che trattiene il flusso di un fiume. Se ignoriamo la situazione, l’acqua si accumula e diventa torbida, stagnante e malsana. Ma siamo noi a possedere la chiave della saracinesca: alzandola lentamente, permettiamo all’acqua di fluire di nuovo, portando vita e movimento lungo il suo percorso.
Questa scelta rappresenta il momento in cui decidiamo di guardare i nostri problemi con coraggio, lasciando che le emozioni e le lezioni fluiscano invece di accumularsi.
Il metodo della gioia: il giardiniere delle piante ribelli
Imparare con gioia è come essere un giardiniere in un giardino pieno di piante ribelli. Alcune crescono storte, altre si intrecciano tra loro e soffocano quelle più delicate. Il giardiniere, con pazienza e amore, pota i rami secchi, rimuove le erbacce e lascia spazio per la luce e la crescita armoniosa.
Così, affrontare la vita con il metodo della gioia significa:
– Guardare ogni difficoltà come un’opportunità da coltivare.
– Prevenire la crescita di “erbacce interiori” – schemi negativi, paure e blocchi.
Gli errori: la bussola sbilanciata
Gli errori non sono un fallimento, ma come una bussola con un magnete sbilanciato. Se continui a seguirla senza correggerla, ti ritroverai a girare in tondo. Ma se riconosci l’interferenza e ripari l’ago, la bussola ti guiderà con precisione verso la direzione giusta.
Ogni errore è un’opportunità per:
– Correggere ciò che ci ha sbilanciato.
– Trovare una nuova rotta con consapevolezza e umiltà.
Il cambiamento: l’aquilone e il vento
Imparare attraverso la gioia è come far volare un aquilone. Se tiri il filo con troppa forza, l’aquilone crolla. Ma se ti affidi al vento con fiducia, l’aquilone si libra alto e leggero. Così, la crescita avviene quando scegliamo di fluire consapevolmente con la vita invece di combattere ciò che essa ci propone.
Le difficoltà possono diventare venti favorevoli, se impariamo a lasciare andare il controllo limitante e a usare l’esperienza come spinta per volare più in alto.
Liberarsi dall’automatismo: il tessuto annodato
Molti vivono come un tessuto intricato e pieno di nodi, creato da abitudini automatiche e inconsapevoli. Ogni nodo rappresenta:
o Scelte non fatte.
o Azioni ripetute senza riflettere.
o Blocchi mentali ed emotivi.
Con il metodo della gioia, impariamo a sciogliere un nodo alla volta, riportando il tessuto della nostra vita alla sua forma armoniosa e naturale. È un lavoro delicato, ma ogni nodo sciolto riporta luce e fluidità al nostro percorso.
La scelta è nelle tue mani: la sorgente e la pozza
Ogni giorno ti trovi di fronte a due acque:
· La sorgente luminosa, dove l’acqua scorre chiara e fresca. Qui impari con leggerezza, amore e consapevolezza, e ogni sorso ti rinnova e ti guida avanti.
· La pozza stagnante, dove l’acqua è ferma e opaca. Qui il dolore si ripete, come un’eco che non si spegne, perché scegli di ignorare ciò che la vita ti sta insegnando.
La scelta di quale acqua bere è nelle tue mani: una disseta e ti fa fluire con la vita, l’altra imprigiona, tenendoti fermo nello stesso punto.
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