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Il Cubo di Metatron e le onde tridimensionali.
Onde Cubiche
Il passaggio dal rapporto 1:1 al gradiente 1:2 segna l’inizio della generazione di onde tridimensionali.
Ain Trascendente è, per così dire, “senza oscillazioni”, ma solo nel senso che le Shekinah restano in sovrapposizione simultanea, pur continuando a oscillare.
Con la differenziazione del periodo ciclico relativo tra le Shekinah che facevano parte del Trascendente si attua il secondo aspetto di Ain. Questa differenziazione produce forme di stress interattivo, dando origine a onde oscillanti.
Le onde tridimensionali emergono come risultato delle interazioni tra le Shekinah. Esse comprendono sia onde cubiche sia onde sferiche, formate attraverso il processo di sincronizzazione e desincronizzazione delle Shekinah.
Queste onde tridimensionali rappresentano strutture vibrazionali coerenti, organizzate secondo principi matematici e logici precisi. Sia nella loro configurazione cubica che sferica, esse rivelano il modo in cui lo spazio stesso, attraverso un equilibrio dinamico tra forze, genera e mantiene strutture stabili e prevedibili. Seguendo leggi di auto-somiglianza e proporzionalità, le onde tridimensionali garantiscono la persistenza dell’ordine spaziale, integrando vibrazione, forma e stabilità universale.
Mi apro a riconoscere le onde tridimensionali.
Mi apro alla realizzazione della capacità
di osservare le onde tridimensionali.
Mi apro alla realizzazione della capacità
di generare onde tridimensionali.
Visualizzazione
Immagina una superficie d’acqua perfettamente calma: non perché nulla si muove, ma perché tutti i suoi potenziali moti sono sovrapposti e sincronizzati perfettamente. Questa è l’Ain Trascendente. A un certo punto, dall’interno dell’acqua stessa, si verifica una leggerissima sfasatura interna tra due modalità di vibrazione. Una minima auto-differenziazione tra stati che prima erano simultanei. Questa micro-differenza crea interferenze, e da lì partono onde — onde che si propagano nello spazio dell’acqua e iniziano a organizzarsi in strutture tridimensionali: cubiche, sferiche, coerenti. Così l’acqua si auto-increspa, genera forma, mantiene ordine, tutto senza intervento esterno, solo attraverso logiche interne di sincronizzazione/desincronizzazione.
Desincronizzazione e sincronizzazione delle Shekinah
La comprensione del processo di desincronizzazione e sincronizzazione delle Shekinah lungo gli assi spaziali (x, y, z) è fondamentale per comprendere la formazione e la dinamica delle onde tridimensionali all’interno del substrato. Questo processo segue una sequenza precisa di fasi, alternando stati di maggiore o minore coerenza.
La desincronizzazione avviene in più fasi passando da C6 a C1. In ogni fase si desincronizza una delle sei direzioni possibili: due direzioni per ciascuno dei tre assi. Nel primo passaggio, il sistema transita da una sincronizzazione completa su due direzioni su tutti e tre gli assi (Trascendente C6)a una sincronizzazione su cinque delle sei direzioni (Kether C5) due assi.
Il processo inverso, la sincronizzazione, segue un percorso speculare. Nella prima fase, il sistema evolve dallo stato privo di sincronizzazione verso una sincronizzazione su due assi, con le Shekinah – Mulaprakriti che iniziano a coordinarsi lungo due direzioni spaziali. Questo passaggio incrementa la coerenza e la stabilità, predisponendo la struttura a un’organizzazione più elevata. Nel secondo passaggio, la sincronizzazione su due assi si estende anche al terzo, riportando il sistema alla massima coerenza e stabilità.
Mi apro a riconoscere tutte le fasi
di desincronizzazione da C6 a C1.
Mi apro a riconoscere tutte le fasi
di sincronizzazione da C1 a C6.
Visualizzazione
Sei danzatori, uniti da fasci di luce, si muovono in uno spazio cubico.
All’inizio, ogni gesto è perfettamente sincronizzato: è lo stato C6, la coerenza assoluta. Poi, uno dopo l’altro, iniziano a cambiare passo. Ognuno segue un ritmo proprio. La sincronizzazione diminuisce progressivamente, direzione dopo direzione, fino a che ogni movimento è indipendente: è C1.
Poi, lentamente, i danzatori tornano a riconoscersi. Due riprendono lo stesso tempo. Poi altri due. La coerenza si ricostruisce. Le luci si riallineano. Il cubo vibra di nuovo all’unisono. È il ritorno delle Shekinah al Trascendente.
Onde cubiche
Quando le Mulaprakriti trasmigranti “escono” da Ain Trascendente, si forma Kether (Mahad, massa di Planck, Mps), all’interno del quale si sviluppano strutture complesse come le onde cubiche tridimensionali. Le onde cubiche sono il risultato di oscillazioni (Shekinah) sincronizzate spazialmente lungo due direzioni su tre assi e una direzione sul terzo asse. Questa è la prima dinamica immanente organizzata. La perdita della coerenza su una delle sei direzioni segna il passaggio dalla simultaneità alla sequenzialità.
Mi apro alla realizzazione della capacità
di osservare le onde cubiche.
Mi apro alla realizzazione della
capacità di generare onde cubiche.
Mi apro a riconoscere le onde cubiche
durante il sonno.
Il respiro cubico
Le onde cubiche possono essere comprese come un respiro cosmico, una dinamica di espansione e contrazione che non ha un’origine fissa, ma si attua nello spazio. Questo respiro non è generato da un punto centrale, poiché la dinamica compressiva Trascendente da cui emergono non ha un luogo specifico di emissione, ma è una Singolarità. Il loro equilibrio non dipende da un punto assoluto, ma dalla relazione dinamica tra stati di coerenza e decoerenza. Attraverso questo meccanismo, il respiro cubico rappresenta la transizione dalla simultaneità alla sequenzialità, dove l’assenza di un centro si traduce in un ritmo oscillatorio regolato dalle interazioni vibrazionali.
Il Trascendente non respira direttamente, ma fornisce la condizione affinché il respiro cubico possa realizzarsi attraverso Kether. In Kether, la potenzialità vibratoria di Ain Trascendente si organizza in cicli di espansione e compressione, regolati dalle interazioni tra stati vibrazionali coerenti e incoerenti. Il respiro cubico non è quindi un fenomeno isolato, ma il risultato della regolazione dell’energia oscillatoria attraverso Kether, che stabilizza la transizione tra stati vibrazionali e garantisce la continuità del cosmo.
Oltre al semplice ritmo di contrazione ed espansione, il respiro cubico è un processo di trasferimento delle oscillazioni. Le onde cubiche non vibrano in isolamento, ma trasmettono e ricevono energia da altre strutture oscillanti, mantenendo la coerenza spaziale e impedendo la dispersione dell’energia. Questa interazione costante tra oscillazioni regola l’armonia dello spazio vibrazionale, permettendo la propagazione del respiro cubico senza un punto fisso di origine.
Il respiro cubico non nasce da un punto fisico, ma da una funzione regolatrice che ne determina il ritmo oscillatorio. Non è una sorgente isolata, ma un principio che sostiene la sua ciclicità. La sua espansione e contrazione non avvengono in modo autonomo, ma sono regolate da un livello organizzativo che stabilizza le oscillazioni in una struttura coerente.
Mi apro a riconoscere il Respiro Cubico.
Mi apro alla realizzazione della capacità
di osservare perfettamente il Mio Respiro Cubico.
Mi apro a tutte le illuminazioni, soluzioni e guarigioni
del Respiro Cubico.
Il Cubo di Metatron
Il Cubo di Metatron, antica figura della Geometria Sacra, incarna la modalità originaria con cui lo Spazio si organizza in configurazioni vibrazionali stabili. La sua fama, come simbolo di protezione e connessione spirituale, nasce dalla sua funzione archetipica ordinante, che sostiene le geometrie primordiali del Cosmo.
Composto da tredici cerchi intrecciati e contenente i cinque solidi platonici, il Cubo di Metatron riflette la matrice armonica da cui si originano gli elementi della natura e le diverse modalità dell’esistenza. Ogni forma geometrica racchiusa in esso rappresenta uno stato di equilibrio.
Nel pensiero esoterico, la figura è associata a Metatron, l’arcangelo scriba e custode delle strutture divine. In questo senso, il Cubo di Metatron non è solo disegno sacro, ma portale: uno strumento che agevola la sincronizzazione delle vibrazioni interiori con l’ordine cosmico.
La sua autosomiglianza su più livelli esprime la natura frattale e olografica dello Spazio. In quanto stadio coerente delle onde cubiche, esso stabilizza l’energia in forma geometrica, fungendo da ponte tra ordine e trasformazione.
Questa trasformazione è inscritta nella sua stessa struttura: ogni solido platonico può essere inteso come una fase di transizione verso stati di equilibrio più fluidi. Quando l’energia raggiunge soglie critiche di tensione, la forma cubica evolve in onde sferiche, senza perdere la coerenza, ma riorganizzandola secondo nuove simmetrie.
Mi apro a riconoscere le verità sul Cubo di Metatron.
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Brano tratto dal libro

Per chi desidera comprendere il legame tra Spazio, Coscienza, Tradizione ed Essere.
Un libro per chi cerca una Cabala viva, profonda e trasformativa.
Il Codice Segreto della Cabala – Volume Primo
Ain Soph e l’Albero della Vita spiegati da una scienza millenaria antidiluviana, oltre la fisica quantistica
Un’opera che svela la Cabala come scienza spirituale: mappa viva dello Spazio, della Coscienza e delle strutture profonde dell’Esistenza.
In questo libro, Ain, Ain Soph, Ain Soph Aur e l’Albero della Vita appaiono come realtà precise, esplorate attraverso una scienza millenaria capace di oltrepassare i limiti della fisica quantistica.
Fondendo contemplazione, struttura matematica e intuizione meditativa, il testo guida il lettore in un viaggio interiore e conoscitivo che unisce la Cabala alle dinamiche reali dello Spazio coerente.
🔷 Doppio livello di lettura
– Meditativo-intuitivo – Visualizzazioni, affermazioni interiori e analogie favoriscono una comprensione profonda anche senza formazione scientifica.
– Scientifico-assiomatico – Le equazioni del Secret of Sankhya mostrano la Cabala come struttura matematica del Reale.
Tra gli argomenti trattati:
• Ain, Ain Soph e Ain Soph Aur spiegati dettagliatamente e matematicamente
• La Shekinah come oscillazione cubica portante dello Spazio
• I perché dell’Adam Kadmon Trascendente e dell’Adam Kadmon Immanente
• Lo Tzimtzum e il Buco nero
• Kether e la massa di Planck
• La Triade Superna – Kether, Chokmah, Binah – come fondamento dell’oscillatore perpetuo e della free-energy
• Le sette fasi di Chokmah come generatrici di quark, protoni, neutroni ed elettroni
• La Luce Originale dei fotoni sferici e la luce elettromagnetica come sua espressione
• Il ruolo delle Tre Forze (compressiva, risonante, espansiva) nella Cabala
• Le 10 Belimà e i 10 conteggi della Shekinah: i perché dell’Albero della Vita negli Alberi della Vita
• L’Albero della Vita come architettura matematica dello Spazio
• La struttura androgina di Adam Kadmon spiegata matematicamente
• Onde cubiche e onde sferiche: la spiegazione matematica del Cubo di Metatron
Oltre a Ain, Ain Soph e Ain Soph Aur, questo primo volume approfondisce le prime tre Sefirot dell’Albero della Vita – Kether, Chokmah e Binah. Le restanti sette Sefirot verranno trattate nel secondo volume.


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