La forza della vulnerabilità e il mito dell’invulnerabilità: riconoscere i propri punti deboli come soglia dell’umanizzazione e accedere alla verità che ci rende autenticamente umani

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La forza della vulnerabilità e il mito dell’invulnerabilità: riconoscere i propri punti deboli come soglia dell’umanizzazione e accedere alla verità che ci rende autenticamente umani

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Brano tratto dal libro

Copertina libro Trasformare i sensi di colpa in Amore

Gli argomenti di questo blog sono trattati durante i corsi di Andrea Pangos. Se sei interessato a partecipare o a organizzare un corso, puoi trovare maggiori informazioni alla seguente pagina:
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Accettare la vulnerabilità: da limite a forza trasformativa

L’essere vulnerabili può essere questione di difficile accettazione.

L’idea di essere invulnerabili rimanda all’idea di essere perfetti e al narcisismo. La nostra vulnerabilità non è qualcosa contro cui combattere, osteggiarla significa subirsi come maggiormente vulnerabili.  La vulnerabilità altrui non è qualcosa da sfruttare. Dobbiamo accettare la nostra vulnerabilità e accettare-rispettare quella altrui. 

Non tollerare le proprie debolezze è un’ingiustizia come lo è non voler superare quelle fondamentali impedenti l’Umano. Diventare esseri umani migliori è lo scopo, pensarla diversamente è intendersi come non propriamente umani. 

Il mito dell’invulnerabilità non è nemmeno un mito: è senza verità.  L’idea che non possiamo essere feriti è una ferita: una menzogna e le menzogne sono cicatrici concettuali e non solo.

Irrigidirsi e corazzarsi è sterilizzarsi. Concettualizzarsi non significa viversi. Non sentirsi è un’incapacità, un vizio fondamentale. In quanto Identità siamo Beatitudine: negarsi il sentire è impedirsi di percorrersi verso il riconoscersi Beatitudine.  Anestetizzarsi ulteriormente non è la via verso il Risveglio: l’Essere Vivi e non solo apparentemente viventi.    

Accettare le proprie debolezze è il viatico per superarle. Le debolezze fondamentali sono i vizi: l’insieme di fenomeni che ostacolano l’umanizzazione. Impediscono di assolvere la nostra funzione primaria – essere maggiormente umani.  Gli handicap essenziali non sono le mancanze materiali. L’handicap primario è il peso dell’essere spiritualmente inferiori a sé stessi: l’Umano è Spirito Leggerezza Assoluta.  Il materialismo va superato, non combattuto. Lo spiritualismo: uguale. La Verità è senza dualità.

Mi apro a riconoscere e accettare le mie debolezze.

Chiedo all’Etica Suprema la neutralizzazione

delle cause e delle conseguenze dei vizi.

Mi apro a riconoscere gli strascichi provocati

all’albero genealogico dai vizi degli antenati.

Chiedo al Bene Assoluto di aiutarmi

a emanciparmi dai vizi.

Chiedo al Guaritore Assoluto di riparare

i danni genealogici prodotti dai vizi.

Accettare le proprie e altrui debolezze

Le debolezze vanno viste, accettate e superate.

Le debolezze non sono quelle indicate dalla società malata per amalgamarsi con le sue proiezioni. Le debolezze sono le lacune che ostacolano l’umanizzazione.

L’umanizzazione è essenzialmente realizzazione delle virtù. Le debolezze sono pertanto i vizi. Vanno visti come monito per migliorarsi. La misura della nostra debolezza è data dal grado di mancanza di umanità.

Bisogna essere sinceri con sé stessi per avere la possibilità di vedersi bene: senza ben vedersi non possiamo nemmeno essere sinceri con noi stessi, se non come constatare che non vedendoci siamo obbligati a raccontarcela. Essere sinceri e vedersi-conoscersi sono due fenomeni direttamente correlati.

Chi si immagina perfetto non può migliorarsi. La questione non è “abbellire la realtà”, ma dirsi le cose come stanno. Ci siamo incarnati per migliorarci.

 Il rancore ci rende deboli. Il Perdono è Forza. Progredire sulla via verso il Perdono è segno di forza. 

Il rancore è un vizio che ci obbliga al circolo vizioso dei processi distruttivi.

Avanzare verso il punto di Perdono è virtù.

Scopri tutti i libri di Andrea Pangos

Brano tratto dal libro

Trasformare il Rancore in Perdono
Una guida olistica per superare rabbia, ferite emotive e blocchi personali, ritrovando la pace interiore.

Perdonare non è dimenticare. È trasformare il ricordo in Amore.

Questa guida accompagna il lettore in un percorso di crescita personale, guarigione emozionale e trasformazione spirituale, per liberarsi dal peso di emozioni dolorose come rabbia, risentimento, senso di ingiustizia, vergogna, ansia, vendicatività e colpa.

Attraverso un metodo collaudato in oltre vent’anni di seminari e percorsi individuali condotti direttamente dall’autore, il libro propone un approccio pratico, esperienziale e profondo che agisce su quattro livelli: spirituale, mentale, emotivo e genealogico.

✔ Sciogliere blocchi personali e familiari
✔ Superare dinamiche interiori di vittimismo e reazione
✔ Trasformare il dolore in pace, e il passato in consapevolezza
✔ Riconoscere e accogliere il potere guarente del Perdono
✔ Ristabilire relazioni più sane e libere
✔ Attivare il proprio potenziale evolutivo

Il testo offre spiegazioni approfondite, tecniche concrete, intuizioni trasformative e una visione ampia del perdono come via d’amore, libertà e consapevolezza.

Perdonare, in queste pagine, non significa dimenticare: significa integrare, evolvere, rinascere.
Un libro per chi è pronto a lasciare andare il rancore e scegliere di vivere con il cuore libero.

Luce della vulnerablità una volta superati i punti deboli

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