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Trasforma il dolore in libertà e ritrova la pace interiore: perdono, karma e giustizia – superare il demone della vendetta
Perdono karma e giustizia, non vendetta
La vendetta fa parte del meccanismo del rancore. È antitetica al voler perdonare. La decisione di non voler vendicarsi è fondamentale.
La vendetta non è una scelta, ma un qualcosa che subiamo (perché ci rende meno umani). Possiamo (o meglio: dobbiamo) però decidere di iniziare a superare questo meccanismo deleterio.
Bisogna cercare giustizia, non vendetta. Bisogna essere innanzitutto giusti con sé stessi. Il rancore non è un buon modo per restituire il danno, ma è un ottimo modo per danneggiare sé stessi. Non esistono buoni modi per restituire il danno: la soluzione è il risarcimento non ulteriore danneggiamento.
Proiettiamo ciò che conteniamo. Giusto e ciò che porta a realizzare maggior bene, a realizzarci come bene sempre maggiore. Nel senso “tecnico”, ma basilare, essere più giusti significa aver meglio sincronizzato le vibrazioni: in funzione di uno stato di maggior coerenza. La nostra forma è composta di vibrazioni: sincronizzarle meglio significa anche realizzare maggior consapevolezza grazie alle forme in essere. La giustizia è questione di equilibrio, coerenza.
Mi apro alla sincronizzazione
perfetta delle Tre Forze.
Chiedo alla Giustizia di aiutarmi
a superare la vendicatività.
Chiedo al Bene Assoluto la neutralizzazione
di tutti i danni che ho subito.
Mi assumo la responsabilità
di riparare i danni provocati.
Vendicarsi: farsi male
Il rancore può essere visto come arma di vendetta, ma è soprattutto un’arma di autodistruzione. La vendetta fa male anche (se non soprattutto) a chi cerca di vendicarsi. Vendicarsi è un ottimo modo per rendersi vittime di sé stessi. Non esistono dolci vendette, fanno tutte parti dell’acidità esistenziale. Rancore e vendetta non sono scelte, ma obblighi: dover essere succubi di dinamiche inferiori, distruttive.
La vendetta intesa come soluzione è un abbaglio. Abbiamo bisogno di luce illuminante, non di fari abbaglianti. Voler fare del male significa farlo a sé stessi, alla propria famiglia e all’umanità in generale.
Non è saggio aspettarsi, augurarsi, magari chiedendo a Dio, “punizioni esemplari” per chi ci ha fatto del male. Tra l’altro, potremmo essere proprio noi a doverle subire. Potrebbe darsi che siamo proprio noi a essere dalla parte del torto. Sicuramente non siamo esenti dall’aver creato negatività in passato. Raccogliamo ciò che seminiamo. L’invio al destinatario implica il ricevimento da parte del mittente.
Il rancore è un modo per oliare
la mia attitudine a vendicarmi?
Iniziando il percorso verso il Perdono è fondamentale decidere di voler superare il meccanismo della vendetta. non volere vendetta, nemmeno nelle sue forme più fini e minime. Anche senza intenzioni dirette di vendicarsi e punire, il rancore è una specie di vendetta e di punizione, anche perché rancorare (leggi: subire il rancore) è subire flagellazione interiore.
Desiderare l’umiliazione altrui come riparazione del male (o presunto tale) procurato ci rende meno umani. Il presunto vantaggio del vendicarsi e dell’umiliare è la vittoria del male, quindi la perdita dell’umano. Sentirsi meglio perché ci si è vendicati, oppure perché si è umiliato qualcuno, significa che si è succubi del bisogno di nutrirsi con il male. Far apparire peggio gli altri non migliora certo l’immagine di sé stessi, tantomeno sé stessi. Vendicarsi e umiliare è subire il peggio di sé stessi. È bene essere consapevoli che vendetta e umiliazione sono sempre un subire, subire le parti malvage di noi stessi, oltre che quelle altrui.
Chiedo al Bene Assoluto di aiutarmi
a liberarmi dal bisogno di umiliare.
Chiedo al Bene Assoluto la
riparazione delle umiliazioni subite.
Chiedo al Bene Assoluto la
riparazione delle umiliazioni causate.
Karma e vendetta
Intendere il karma come vendetta peggiora il proprio karma. Il karma è questione di giustizia, non di vendetta.
Augurare il male ad altri non fa certo parte del bene: significa anche negarsi il meglio a sé stessi.
Il Perdono è meglio della legge del taglione: applicarla significa castrarsi.
La salvazione individuale aiuta quella collettiva e migliori influssi esteriori favoriscono una miglior vita interiore portante a scoprire la dimensione Stellare come mondo interiore.
Mi apro a comprendere come funziona il karma.
Mi apro a comprendere le ragioni del karma.
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