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Brano tratto dal libro: Il Segreto della Luce nella Cabala: Yetzirah e le Stelle – Scienza esatta, Tradizione spirituale e Trinità Stellare

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Christus verus Lucifer: dalla Luce Cristica (Fotone Sferico) alla luce elettromagnetica
La Luce Originaria è chiamata anche Luce Cristica: una luminosità interiore che non si proietta all’esterno, ma risplende nella propria pienezza. Da questo principio deriva l’espressione latina Christus verus Lucifer, ovvero: “Cristo, il vero Portatore di Luce”.
La luce elettromagnetica, invece, è una radiazione già esternata, conseguenza della degradazione della Luce Cristica. Simbolicamente, può essere associata a Lucifero, inteso — in senso esoterico e non demonizzante — come luce riflessa e separata, dispersiva.
Cristo è dunque il portatore della Luce coerente (Fotone Sferico C²). Lucifero, invece, della luce separata (C¹). Quest’ultimo può essere inteso anche come la conoscenza che si emancipa dalla Fonte, intesa come Substrato. Così facendo, divide, poiché nella luce radiativa si separano i vettori elettrico e magnetico.
La Luce Cristica non nega la luce luciferina, anzi: ne rappresenta l’origine. È per questo che il Cristo è detto, appunto, verus Lucifer.
Nella logica dell’oscillatore perpetuo, nulla si perde: ogni fase radiante viene reintegrata nel Substrato, si tratta del decadimento dei fotoni.
In questa luce si comprende anche il senso del sacrificio cristico, che — inteso simbolicamente — rappresenta la donazione integrale del Sé: la Luce Cristica (Fotone sferico, C²) si apre per raggiungere il mondo sotto forma di luce elettromagnetica (C¹). In questo gesto si realizza, simultaneamente, la discesa nella “dimensione separata” e l’offerta senza perdita: l’energia non si disperde, ma si trasfigura. È una trasformazione coerente, non una frattura.
Il fatto che abbiamo indicato la luce elettromagnetica (C¹) come luciferina non deve dare adito a interpretazioni fuorvianti: il Cristo non si sacrifica certo tramite Lucifero (portatore della luce elettromagnetica). Bisogna sempre discernere il veicolo dal soggetto che lo usa. Questo esempio può essere un indicatore molto chiaro della modalità con cui dovremmo usare lo spettro elettromagnetico: in funzione del Superiore, per vedere e non per proiettare; per capire e non per immaginare di sapere; per risalire, non per cadere.
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