
I contenuti di questo blog sono tratti dai libri di Andrea Pangos e approfonditi durante i suoi corsi.
Essere Ora – Qua? È possibile non esserlo? Ora? È davvero possibile essere nel presente?
Siamo il Presente
Le esortazioni a “essere nel presente” o “essere nell’ora”, pur positive, sollevano domande interessanti: è davvero possibile essere nel presente? Se sì, come? E possiamo forse non essere nel presente?
Queste domande ci portano a riflettere su chi siamo realmente. Come Identità (Purusha), non siamo entità “separate” dal Presente; al contrario, siamo il Presente stesso. La nostra esistenza è simultanea, parte integrante dello Stato Supremo. In altre parole, non possiamo “essere nel presente”, perché, in quanto Identità, siamo il Presente Simultaneità. L’Eternità, che siamo, non può essere separata dal Presente. Non è possibile che l’Identità sia assente o distaccata dal Presente.
Voler essere nel Presente è come tentare di entrare nell’acqua mentre sei già immerso in essa. Non possiamo ‘entrare’ nell’acqua perché ne siamo già circondati e parte integrante. Così, non possiamo cercare di essere nel Presente perché, come Identità Eterna, siamo già il Presente stesso.
Le esortazioni a “essere presenti” possono essere intese come tautologiche: ci invitano a essere ciò che già siamo. Non è possibile “essere nel Presente” o “non essere nel Presente”, poiché, in quanto Identità, siamo il Presente stesso (Simultaneità). Immagina di essere in una stanza piena di luce. Qualcuno ti dice “sii nella luce,” ma la realtà è che non puoi “entrare” nella luce perché la luce ti avvolge già completamente (per precisione: “avvolge” il corpo fisico). Tu sei già immerso nella luce. Così è con il Presente: non possiamo essere nel Presente poiché siamo già parte integrante di esso.
Espressioni come “vivi il presente” o “vivi nel presente” possono suggerire l’idea di aumentare la consapevolezza di questo stato, ma in realtà non possiamo “vivere il presente” o “vivere nel presente”, poiché la nostra Identità è il Presente: non possiamo vivere noi stessi o in noi stessi.
È importante notare che la consapevolezza può solo “lambire”, senza mai “toccare” la Coscienza, che è esclusiva dell’Identità, cioè del Presente Simultaneità. L’Onniscienza è inscindibile dalla Simultaneità. La Coscienza è immanifesta, mentre la consapevolezza fa parte del Manifesto, è l’attuazione di parte del potenziale offerto dalla Coscienza.
Immagina una sfera di luce perfetta che rappresenta il Presente. Al centro della sfera ci sei tu, come Identità. Non puoi uscire da questa sfera, né puoi “entrare” al suo interno, perché la tua essenza è già una cosa sola con la sfera. In questa visualizzazione, l’Identità è quella luce, che si espande simultaneamente in tutte le direzioni senza che vi sia alcuna separazione tra te e il Presente. Inoltre, nella nostra metafora-analogia, quella Luce rappresenta la sequenzialità che è un’espressione di Te Simultaneità, cioè Identità.
Queste esortazioni, seppur imprecise, indicano un percorso di crescente sincronizzazione di noi, esseri umani cosmici, con l’essere umano pre-cosmico, cioè con l’Identità (Purusha). L’obiettivo è far emergere il Presente, grazie al presentarsi della Prospettiva Identità.
Il percorso è la sequenzialità consapevole, mentre la Meta è il presentarsi del Presente, sempre Presente, ma non scorto a causa della sequenzialità, che può essere intesa anche come velo di Maya, “velante” la Simultaneità; ma solo dalla prospettiva della sequenzialità. Bisogna considerare che la sequenzialità non può mai toccare o raggiungere la Simultaneità; ciò che accade è che, a un certo punto, le Mulaprakriti che prima componevano la sequenzialità sono reintegrate nella Simultaneità, cioè nel Purusha (Identità, Stato Supremo).

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