Ain Soph Aur, Luce Cristica e luce luciferina: cosa sono davvero? Si possono dimostrare scientificamente? E perché Cristo è detto Verus Lucifer?

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Ain Soph Aur, Luce Cristica e luce luciferina: cosa sono davvero? Si possono dimostrare scientificamente? E perché Cristo è detto Verus Lucifer?

I contenuti di questo blog sono tratti dai libri di Andrea Pangos e approfonditi durante i suoi corsi.

Ain Soph Aur, Luce Cristica e luce luciferina: cosa sono davvero? Si possono dimostrare scientificamente? E perché Cristo è detto Verus Lucifer?

Luce Originaria e Ain Soph Aur

La Luce Originaria è il Fotone Sferico (Vrithi C²): una configurazione coerente, in cui il Substrato si organizza secondo l’intelligenza ordinativa di Ain Soph Aur.

In quanto Intelligenza, Ain Soph Aur è Trascendente e si esprime come immanente, trovando realizzazione nel Fotone Sferico e, in senso indiretto, nel Fotone elettromagnetico.

Nella Cabala tradizionale, Ain Soph Aur è posta ai vertici dell’esistenza, come principio supremo che precede la manifestazione. Tuttavia, la sua natura resta indicativa, non strutturalmente definita.

Similmente, in molte scuole induiste si afferma che all’inizio vi fosse Thamas — l’oscurità — considerata la forza primaria. Ma anche qui, il termine rimane spesso simbolico, non specificato funzionalmente.

Al contrario, nel Secret of Sankhya troviamo una definizione esatta e inequivocabile: Thamas è la forza compressiva che domina lo stato originario, corrispondente ad Ain Trascendente (C⁶), uno stato di sincronizzazione perfetta non luminosa.

Solo con la “trasmigrazione” delle vibrazioni (radiazione di Shekinah) si pongono i presupposti per la realizzazione della Luce-Fotone Sferico (C²), che noi chiamiamo Luce Originaria, ovvero il Fotone Sferico (Vrithi C²). Non una Luce preesistente, ma una struttura coerente che nasce dalla regolazione congiunta delle forze compressiva, espansiva e risonante. In questo senso, il modello Sankhya offre la formulazione più precisa disponibile.

Christus verus Lucifer

La Luce Originaria è chiamata anche Luce Cristica: una luminosità interiore che non si proietta all’esterno, ma risplende nella propria pienezza. Da questo principio deriva l’espressione latina Christus verus Lucifer, ovvero: “Cristo, il vero Portatore di Luce”.

La luce elettromagnetica, invece, è una radiazione già esternata, conseguenza della degradazione della Luce Cristica. Simbolicamente, può essere associata a Lucifero, inteso — in senso esoterico e non demonizzante — come luce riflessa e separata, dispersiva.

Cristo è dunque il portatore della Luce coerente (Fotone Sferico C²). Lucifero, invece, della luce separata (C¹). Quest’ultimo può essere inteso anche come la conoscenza che si emancipa dalla Fonte, intesa come Substrato. Così facendo, divide, poiché nella luce radiativa si separano i vettori elettrico e magnetico.

La Luce Cristica non nega la luce luciferina, anzi: ne rappresenta l’origine. È per questo che il Cristo è detto, appunto, verus Lucifer.

Nella logica dell’oscillatore perpetuo, nulla si perde: ogni fase radiante viene reintegrata nel Substrato, si tratta del decadimento dei fotoni.

 In questa luce si comprende anche il senso del sacrificio cristico, che — inteso simbolicamente — rappresenta la donazione integrale del Sé: la Luce Cristica (Fotone sferico, C²) si apre per raggiungere il mondo sotto forma di luce elettromagnetica (C¹). In questo gesto si realizza, simultaneamente, la discesa nella “dimensione separata” e l’offerta senza perdita: l’energia non si disperde, ma si trasfigura. È una trasformazione coerente, non una frattura.

Il fatto che abbiamo indicato la luce elettromagnetica (C¹) come luciferina non deve dare adito a interpretazioni fuorvianti: il Cristo non si sacrifica certo tramite Lucifero (portatore della luce elettromagnetica). Bisogna sempre discernere il veicolo dal soggetto che lo usa. Questo esempio può essere un indicatore molto chiaro della modalità con cui dovremmo usare lo spettro elettromagnetico: in funzione del Superiore, per vedere e non per proiettare; per capire e non per immaginare di sapere; per risalire, non per cadere.

Antroposofia, Sole e Luna dell’Anima

In termini antroposofici, la luce del Fotone sferico corrisponde alla Luce dell’Antico Sole: una forza spirituale centrale, creativa, che non illumina dall’esterno ma irradia ordine dall’interno. È la luce formatrice che Steiner descrive come “sostanza solare animica”, presente prima ancora della separazione tra soggetto e oggetto. Questa luce interiore, non ancora irradiata — è la qualità luminosa Cristica.

La luce del Fotone elettromagnetico è, invece, la Luce dell’Antica Luna, che per Steiner rappresenta una luce riflessa, esterna, separata dalla fonte spirituale.

In questa dinamica, Lucifero — secondo Steiner — è la forza spirituale che guida l’individualizzazione dell’Io separato, portando luce propria, ma slegata dalla Fonte. Il suo compito cosmico non è negativo in sé, ma si radicalizza quando si oppone alla reintegrazione. Il Cristo, invece, è Colui che mantiene la Luce solare originaria, portando non una luce propria separata, ma l’equilibrio tra l’Io e il Tutto. Cristo è dunque la Luce che unisce; Lucifero, la luce che divide.

Le Tre Luci: Cristica, Luciferica, Arimanica

Per approfondire quanto appena affermato, possiamo considerare che, secondo Rudolf Steiner, esistono tre forme di luce.

La prima è la Luce Cristica, che – come abbiamo visto – riguarda il Fotone Sferico: una luce spirituale originaria, non riflessa, che emana direttamente dal Logos solare. È la luce che forma, guarisce e armonizza, e che agisce dall’interno come forza creatrice cosciente.

La seconda è la luce luciferica, riguardante la radiazione elettromagnetica, collegata basilarmente all’Antica Luna: una luce riflessa, separata dalla Fonte (nel senso che è una radiazione dei neutrini che altrimenti componevano la Luce Originaria.

Infine, vi è la luce arimanica: una luce artificiale, tecnica, funzionale ma senz’anima, propria del mondo meccanizzato e digitale. È la luce fredda dello schermo, della precisione senza spirito, che tende a irrigidire la vita nel solo dato materiale.

Steiner non condanna queste luci, ma invita a discernere: solo integrando la luce Cristica – quella che unisce – possiamo evitare di cadere nelle polarità disarmoniche della separazione o del congelamento interiore.

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