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Brano tratto dal libro: Trasformare il rancore in Perdono – Una guida olistica per superare rabbia, ferite emotive e blocchi personali, ritrovando la pace interiore

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Meglio la via del Perdono ora o una malattia domani? Un invito a guarire dentro, prima che il corpo gridi ciò che il cuore tace.
Iniziare la via verso il perdono
Iniziare la via verso il Perdono non è negare il male subito. Negare il male è farsi male. Bisogna riconoscere di essere stati feriti e non mettere la maschera del: tanto non mi ha fatto niente; non mi può nulla; sono invulnerabile; chi se ne importa.
Mi apro a riconoscere e trascendere tutte le maschere.
Iniziare la via del Perdono è anche aiutare altri: più siamo liberi dal peggio e più possiamo condividere il meglio. Percorrersi come via del Perdono è liberarsi da un aggressore: noi stessi.
Iniziare la via verso il Perdono è d’obbligo per chi vuole volersi bene concretamente, non solo a parole. Tendere al Perdono è un aspetto del tendere alla felicità. Volere la felicità senza aprirsi al Perdono indica incoerenza. Desiderare la felicità covando rancore è simile all’aspettarsi un buon raccolto da semi marci. Il rancore esclude la felicità. Se proviamo piacere (che non è la felicità) nel provare rancore dobbiamo essere consapevoli che non è un problema di poco conto, anzi.
Mi apro alla realizzazione del campo della felicità.
Iniziare la via verso il Perdono non è mai una scelta sbagliata: la guarigione non può essere un male. Il rancore è una malattia.
Cosa farei sapendo di essere affetta-o
da una grave malattia fisica?
Sono immune dalla somatizzazione?
Bastone o carota?
Si può voler-dover iniziare la via verso il Perdono per due motivi. Perché:
– non si riesce più a sopportare il peso del rancore;
– perché si sente che si tratta di un atto morale, la cosa giusta da fare; una vera esigenza.
Il primo caso appartiene al metodo del bastone, il secondo al metodo della carota.
Nel primo caso possiamo dire che è la sofferenza degenerativa a chiamare il Perdono in aiuto. Si tratta di un’impellenza forzata dalla pesantezza della situazione, che diventa una coercizione più potente dell’inerzia causata dal blocco basato sul rancore.
Perché non anticipare i tempi
risparmiandosi sofferenza degenerativa?
La necessità di iniziare la via verso il Perdono può derivare da una patologia concreata proprio dal rancore. La via verso il Perdono è spesso una medicina fondamentale per la guarigione fisica. Ecco una ragione in più per iniziare subito la via verso il perdono, prima che si presentino complicazioni irrisolvibili.
Meglio la via del Perdono ora
o una patologia fisica domani?
Nel secondo caso si tratta invece del Perdono che chiama dalla profondità di noi stessi. Si tratta anche di due aspetti dell’“inizio”[1] della ricerca spirituale: la modalità coercizione (a causa di un problema, di una malattia grave, di grave disagio emozionale) e la modalità vocazione.
Affido consapevolmente il rancore all’Amore.
Nobilitare il passato
Percorrere la via verso il Perdono non significa girare le spalle al passato, anzi: è voler nobilitarlo guardandolo consapevolmente. Subire il rancore è ripercorrere ciclicamente il passato, in automatico. Il passato possiamo vederlo bene solo dal presente. Non possiamo osservare nitidamente il fiume se intrappolati nei suoi vortici. Dobbiamo uscire a riva e osservarlo fermamente. Nuotare nel passato può significare affogare in ciò che è stato. Solo la terra ferma è ferma: il Presente è la postazione di osservazione obbiettiva.
Chiedo al Bene Assoluto la
valorizzazione massima del passato.
Non possiamo liberarci dal nostro passato perché è parte di noi. Voler liberarsi dal passato è come voler negare l’evidenza dei fatti. Non ci resta che riconoscere il giusto significato di ciò che è stato, aumentando il grado di consapevolezza. Il passato va visto come risorsa per migliori soluzioni evolutive. Non esiste liberazione del passato, ma possiamo elevarlo a ruolo di grande insegnamento.
Mi apro a riconoscere i significati umanizzanti del passato.
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[1] “Inizio” è virgolettato perché la ricerca spirituale non è iniziata in questa vita.
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