La risposta della Saggezza Cosmica: sette livelli, uno e nessuno, e l’illusione del movimento.

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La risposta della Saggezza Cosmica: sette livelli, uno e nessuno, e l’illusione del movimento.

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La risposta della Saggezza Cosmica: sette livelli, uno e nessuno, e l’illusione del movimento.

L’autobus sembrò espandersi in piani, come se ogni livello celasse un frammento di verità. Era sempre stato così, ma lui ne prese consapevolezza solo in quel momento.

Li contò, uno ad uno.

“Sette! Sette piani!” mormorò, quasi incredulo. “Sei il Disco dei sette livelli evolutivi?” chiese, la voce piena di entusiasmo e reverenza.

La Saggezza Cosmica rispose: “L’autobus TuttoLuce fa parte del Disco.”

“Non l’ho mai visto gironzolare sui cerchi del Disco.”

“Infatti, l’autobus TuttoLuce non va da nessuna parte. Semplicemente pulsa alla velocità della luce.”

“Pulsa o viaggia alla velocità della luce?”

“Pulsa. Andare dove? Come? Chi?”

Il Cavaliere si abbandonò al silenzio che seguì quelle parole, lasciandole sedimentare. Il concetto di “pulsare” invece che “viaggiare” si trasformò in un’eco nella sua mente, toccando corde profonde. Ogni cosa sembrava pulsare, ora più che prima: la luce intorno a lui, i sedili, persino i suoi pensieri.

Era tutto così nitido, eppure sfuggente. Sentiva di essere il fulcro della pulsazione che stava così chiaramente osservando, come se fosse al tempo stesso dentro e fuori da quell’energia vibrante.

Ricordò un dialogo passato, avuto con i Tre Esseri in un momento cruciale del suo cammino.

La loro voce unisona riecheggiò nella sua mente:

“Ognuno è il Centro di sé stesso. Nessuno va da nessuna parte.”

“Sì, ma io ora sono qua con voi,” aveva risposto Andrea, cercando di comprendere.

“Sì,” risposero, “stai interagendo con il Centro che ognuno di noi è, in modo che nel tuo mondo appaia questa rappresentazione, grazie anche alla nostra e tua emanazione.”

“Come è possibile tutto ciò?” chiese, la sua curiosità bruciante.

“Semplice. Così come non ti alzi dal divano per guardare una partita sullo schermo della TV, così non hai dovuto muoverti da nessuna parte per vivere l’esperienza che stai avendo ora.”

 Il ricordo del dialogo con i Tre Esseri si dissolse, lasciando il nostro passeggero con una consapevolezza ancora più nitida: non c’era mai un vero spostamento. (E poi, può esserci falso spostamento o spostamento falso? E poi ancora, cosa significa “davvero”? Esiste qualcosa che è “non davvero”? O che non è davvero? Davvero?)

Quella consapevolezza sembrava riverberare nell’aria, mentre Andrea, spinto da una curiosità crescente, chiese:
“Di quale dei sette anelli del Disco fa parte esattamente l’autobus TuttoLuce?”

“Tutti, uno e nessuno,” rispose la Saggezza Cosmica, serena ma enigmatica.

“Tutti, uno e nessuno?” ripeté lui, sorpreso, cercando di afferrare il senso delle parole.

“Sì. Dipende. Ognuno lo vive in base allo stato di consapevolezza che è. Il Centro, però, è pura coscienza, senza anello alcuno.”

Il ricercatore rimase in silenzio, mentre quelle parole si intrecciavano con una conoscenza già presente dentro di lui. “Tutti, uno e nessuno. Il Centro è pura coscienza, senza anello alcuno,” ripeté mentalmente, sentendole vibrare con una verità che era sempre essere stata lì. (E dove avrebbe potuto essere stata altrimenti?)

Il silenzio dell’autobus sembrava farsi più denso, come se ogni parte di esso — i sedili, le luci, persino l’aria — stesse osservando il nostro viaggiatore, aspettando una sua risposta. Ma lui non sentiva il bisogno di parlare. Ogni pensiero sembrava già completato dalla vibrazione stessa dell’ambiente. Fu in quel momento che si accorse di qualcosa: la sua percezione stava cambiando. Guardò i sedili vuoti e rifletté: “Forse non li vedo perché hanno sempre saputo di pulsare, mentre io ho trascorso tutto il tempo a immaginare di viaggiare.”

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