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Brano tratto dal libro: Tu Amore Senza tempo -Romanzo spirituale per anime in ascolto, un intenso pellegrinaggio interiore tra Verità, Silenzio Sacro e Luce Pura.

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Cerchi la Felicità o è lei a cercare te? Quando la Verità ci parla, qualcosa si spezza. O si rivela.
“Ci accontentiamo di illusioni,” rifletté, raccogliendo un piccolo ramo e iniziando a disegnare cerchi nella polvere accanto a sé. “Confondiamo tregue temporanee dalla sofferenza con ciò che chiamiamo Felicità. Ci muoviamo in una prigione di apparenze.”
La punta del ramo graffiava il terreno, intrecciando segni confusi, specchio dei suoi pensieri. Poi, con un gesto deciso, gettò via il ramo, osservandolo rotolare giù per la collina. Per un momento, il movimento del ramo che si allontanava gli sembrò simile a quello della foglia che il Saggio aveva lasciato andare. Ma non trovò in quel gesto la stessa chiarezza, solo un vuoto che lo spingeva a interrogarsi ancora.
“Ma come si rompe questo ciclo? Come se ne esce?” chiese ad alta voce. Il vento raccolse le sue parole e le portò via, lontano, verso l’ignoto.
Poi, come un fulmine, un altro ricordo lo travolse. Non era un semplice pensiero, ma una scena intera che si rianimava, vivida e pulsante, come se il tempo si fosse ripiegato su sé stesso. Rivide il giorno in cui aveva inseguito il Saggio attraverso i vicoli stretti e tortuosi. Ogni dettaglio tornava nitido: il suono affrettato dei suoi passi, il ritmo del respiro spezzato, e il movimento fluido del vecchio, che sembrava scivolare più che camminare. “Perché corri tanto?” gli aveva chiesto il Saggio, fermandosi all’improvviso, con una calma che sembrava sfidare ogni fretta. “La vita è qui, Andrea.
Le risposte che cerchi sono già dentro di te.”
Quel momento, così semplice eppure carico di significato, si era impresso nella mente del Cavaliere come un sigillo. Ricordò ogni gesto del Saggio: il modo in cui, con una tranquillità disarmante, aveva raccolto un pezzo di gesso magenta – comparso come per magia – e si era avvicinato a un muro indaco che si ergeva davanti a loro. Con un movimento fluido, quasi danzante, il Saggio aveva tracciato un singolo punto sulla superficie scura.
“Che cosa vedi?” aveva chiesto il Saggio, con una luce enigmatica negli occhi che sembrava contenere un intero universo. Andrea, ancora esitante, aveva risposto: “Un punto, un semplice punto.”
“È così che lo vedi ora,” aveva replicato il Saggio con un sorriso enigmatico. “Ma un giorno, quando il tuo sguardo si allargherà, guarderai il cosmo e vedrai il punto primordiale.”
Quel ricordo, vivido e pulsante, sembrava intrecciarsi al momento presente, come un eco che si riverberava nell’anima del cavaliere. Il raggio di sole che filtrava tra le nuvole lo riportò alla realtà, posandosi su di lui con un calore improvviso, avvolgente.
Si lasciò avvolgere dal calore del sole, permettendo che lo guidasse verso un luogo più profondo dentro di sé. La memoria del Saggio sembrava fondersi con il momento presente, come se l’insegnamento passato si rivelasse ora con una chiarezza nuova. Sentiva il silenzio intorno a sé diventare (se soltanto potesse esserci divenire…) denso, quasi palpabile, mentre il mondo esterno sbiadiva lentamente. Quando il silenzio si fece completo, il muro davanti a lui cominciò a mutare nella sua visione interiore. Non era più solo il ricordo di un momento passato: la scena si trasfigurava, diventava (??) un’esperienza viva e pulsante, come se il confine tra ciò che era stato e ciò che è si fosse dissolto.
La superficie indaco si animava, pulsando di una luce viva e ritmica, come un respiro cosmico che donava vita. Lentamente, sulla sua superficie apparve una sola frase, scritta in un vivido magenta che sembrava pulsare al ritmo della vita stessa:
Cerchi la Felicità o la Felicità cerca te?
Il nostro ricercatore rimase immobile, mentre la domanda sembrava risuonare non solo nel muro, ma dentro di lui, come un’eco antica finalmente emersa. “Cerchi la Felicità o la Felicità cerca te?”
Le parole brillavano davanti ai suoi occhi e nel suo cuore, pulsando come una vita propria. Non era una domanda da risolvere, ma un invito a guardare oltre, a immergersi in una profondità che attendeva solo di essere esplorata.
Si accorse che la sua mente oscillava tra due poli. Era vero che aveva cercato la Felicità per tanto tempo, ma c’era stato anche un momento in cui aveva sentito che quella ricerca lo attraversava, come se la Felicità stessa lo stesse chiamando a riconoscerla. Non come un’idea lontana, ma come qualcosa di intimo, profondamente suo. E infine, l’aveva riconosciuta: la Felicità, nella sua Eternità.

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