Versione PDF completa dell’opera (300 pagine), gratuita, indicizzata e citabile.
Scarica gratuitamente il PDF su Zenodo
Abstract
L’opera presenta un sistema ontologico autonomo, fondato sulla ricostruzione rigorosa della struttura dell’Essere implicita nell’Etica I di Spinoza e formalizzabile attraverso il quadro matematico del Secret of Sankhya: Acme of Scientific Unification dell’astrofisico indiano Ganesan Srinivasan (1942–). Le poche formule presenti non fanno di questo un libro matematico: sono linguaggio di necessità, strumenti che rendono visibile la coerenza proporzionale aurea della Natura — naturans e naturata — espressa algebricamente dalla relazione 1 + x = 1/x (con x circa il reciproco della sezione aurea, 0,618), proporzione che costituisce la grammatica della Totalità (Natura) in quanto oscillatore perpetuo.
Da tale architettura derivano l’impossibilità del non-essere, l’eternità come stato originario (in senso logico, non cronologico), la continuità sostanza–attributi–modi, la conoscibilità dell’infinito e il superamento della necessità del noumeno.
L’uso del Secret of Sankhya non introduce sincretismi: fornisce un linguaggio assiomatico e proporzionale che permette di rendere formalmente esplicita la necessità concettuale dell’Etica. La convergenza dei due sistemi funge da criterio di coerenza e rende possibile un impianto teoretico indipendente, capace di articolare la struttura della Natura — naturans e naturata — secondo una logica unitaria e continua.
In questa logica emergono l’autosimilarità e l’invarianza di scala come principi strutturali della Totalità, grazie ai quali minimo e massimo, sostanza e modi, simultaneità e sequenza si comprendono come un’unica architettura proporzionale.
L’unità minima oscillatoria della Totalità — la Mulaprakriti — rende formalmente intelligibile la molteplicità della sostanza: una pluralità di differenze simultanee e indivise che non altera l’unità della sostanza, ma ne costituisce la coerenza eterna.
La sostanza deve infatti essere molteplicità simultanea: un principio totalmente indifferenziato può essere pensato in astratto, ma non può sussistere né consentire alcuna differenziazione reale, e dunque non può rendere possibile la varietà dei modi.
La legge π/10 formalizza la coerenza del passaggio dalla simultaneità eterna alla sequenza temporale, mostrando in che modo le configurazioni temporali conseguano proporzionalmente dall’atemporalità. Poiché nulla nella struttura della Totalità richiede componenti ontologiche ulteriori, essa va intesa come costituita interamente da Mulaprakriti in diversi stati di sincronizzazione.
Essendo la Mulaprakriti una unità oscillatoria olografica, ne consegue che la Totalità stessa deve essere pensata in senso olografico. La Mulaprakriti rappresenta infatti sia l’estensione minima della Natura, di cui l’infinito costituisce l’estensione totale, sia l’istante come unità di non-durata: misura estensiva e misura atemporale – e successivamente temporale – coincidono nella stessa struttura.
Questa coincidenza tra estensione minima e istante costituisce la condizione strutturale dei quattro gradi dell’atemporalità — istante, istantaneità, simultaneità ed eternità — nei quali la causa sui si articola come identità immediata della necessità. Il tempo non è un ordine autonomo, ma la riconfigurazione proporzionale che deriva dalla desincronizzazione della simultaneità.
Due attributi non esplicitati da Spinoza vengono dedotti con necessità: la Relazione e l’Amore. Sono inoltre definite la simultaneità come “attributo degli attributi” e la sequenzialità come “modo dei modi”, chiarendo l’ordine dell’Essere senza introdurre alcuna stratificazione metafisica.
La struttura dei modi infiniti e dei modi finiti viene ricostruita attraverso la triade Aikaantha, Aathyantha e Atho del Secret of Sankhya, che formalizza tre regimi di necessità. Questa articolazione permette di integrare la distinzione spinoziana fra modi infiniti e modi finiti, mostrando il loro necessario legame proporzionale.
La dinamica strutturale dei tre Guna — compressiva, risonante e propagativa — consente di ricostruire il conatus come proporzione necessaria, mettendone in luce l’architettura matematica aurea come principio computativo della Totalità.
L’Esagono della sostanza e dei modi schematizza i livelli di sincronizzazione della Totalità e mette in evidenza corrispondenze formali con stati fisici fondamentali: dalla massa di Planck ai barioni, dall’elettrone al neutrino, fino al fotone coerente — costituito da sette neutrini sincronizzati — e al fotone elettromagnetico; e, ai livelli massimamente coerenti, ai buchi neri.
Le definizioni VI, VII e VIII dell’Etica — Ente assolutamente infinito, Libertà e Necessità della propria natura — vengono formalizzate in chiave proporzionale, mostrando che non sono concetti metafisici, ma realtà strutturali della Totalità.
La ricostruzione della Coscienza come unità a quattro termini — Pensatore, Pensare, Pensiero e Pensato in simultaneità — chiarisce l’identità conoscitiva della sostanza senza alcun psicologismo. Viene inoltre mostrato che l’uomo non è soltanto modo, ma anche sostanza in identità proporzionale (Purusha), rendendo intellegibile la realtà e la necessità dell’individuo.
L’Amor Dei intellectualis viene ricostruito come stato di coerenza conoscitiva in cui l’uomo, in quanto Purusha, riconosce la propria identità eterna con la sostanza senza dualità soggetto–oggetto, e insieme comprende il proprio configurarsi temporale come uomo modale.
L’opera costituisce una teoria unitaria dell’Essere, in cui filosofia, matematica e struttura fisica del reale convergono in un’unica necessità proporzionale, rendendo esplicita l’architettura nascosta dell’Etica I e offrendo soluzioni strutturali a più di venti aporie centrali della metafisica e dell’interpretazione spinoziana.
Scarica gratuitamente il PDF su Zenodo
Versione PDF completa dell’opera, gratuita, indicizzata e citabile.
Lascia un commento