
Apro mente, cuore e corpo all’Assertività.
Il concetto di vuoto è limpidamente associabile al concetto di nulla: di non esistenza.
Il vuoto invece non è in nessun caso associabile al nulla: intesi in senso assoluto né “l’uno” né “l’altro” esistono. Più precisamente: non sono né l’uno né l’altro. Inesistenza è solo un’idea di inesistenza.
Posso non esistere?
Il concetto usato per associare giustamente due elementi esistenti è veritiero. Il concetto che associa due elementi inesistenti, fallace. Più precisamente: non è possibile associare due elementi inesistenti e nemmeno due “indicatori dell’inesistenza.” L’inesistenza “sarebbe” una e senza differenziazione: ogni idea di inesistenza implica meno che ipotetica omogeneità. E poi: (come?) si potrebbe indicare ciò che non c’è? Sostituire la vita con i concetti (soprattutto se fuorvianti) è grave patologia: concettualizzazione morta della vita è un ossimoro?
Vuoto, non esistenza e nulla, sono solo tre diversi modi di indicare ciò che si ritiene essere inesistenza: concetti senza effettivo fondamento esistenziale; l’inesistenza non può esistere. Possiamo affermare che si tratta del fantasticare massimo: immaginare ciò che non c’è in senso assoluto.
Mi apro a essere sempre miglior individualizzazione della Pienezza.
Ci sono stati che sembrano essere il vuoto perché non rilevati. Non sono il vuoto: se lo fossero non potrebbero esserlo perché sarebbero qualcosa definito come vuoto (affermate: quello è il vuoto significa indicare qualcosa di esistente). Non sono il vuoto perché l’inesistenza non esiste.
Inesistenza vuota? No!
Esistenza vuota? No!
Vite non Vissute?
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L’idea che lo spazio è vuoto è uno dei limiti maggiori per la scienza. Può sembrare che un contenitore non contenga alcunché, ma un contenitore senza contenuto non è un contenitore: è mai possibile che lo spazio non esiste? Mai! Lo spazio si compone di vibrazioni originali irrilevabili perché in uno stato sovrapposto attivo in modalità Simultaneità.
Chiedo alla Simultaneità di Presentarsi.
Mi apro a riconoscere le vibrazioni originali.
I limiti di rilevabilità non devono essere proiettati come verità cosmiche. Ignorare qualcosa di esistente non significa l’inesistenza di questo qualcosa. L’ignoranza è anche assenza di sapere riguardo l’esistente.
Abbandono l’ignoranza in nome
della Viva Conoscenza.
C’è il vuoto relativo, ma non il vuoto totale: non esiste inesistenza e l’esistenza è senza assenza. Vuoto relativo: l’assenza di un determinato elemento in un ambito non significa che quell’ambito sia vuoto.
Umanizzarsi è anche rendersi capaci di riconoscere ciò che prima non riuscivamo a rilevare.
Dio: Rilevatore Assoluto.
Siamo fatti a Sua immagine e somiglianza.
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