Aprirsi alla Spontaneità Divina e al Potere dell’Amore per Essere veramente Umani

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Potere umanizzante

(seconda parte dell’articolo)

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Apro la mente, il cuore e il corpo fisico alla Verità.

Senza potere umanizzante non ci può essere responsabilità, che è la capacità di rispondere giustamente-umanamente alla situazione. Ci sono comportamenti definiti responsabili perché in linea con le esigenze della meccanicità, ma non sono comportamenti responsabili perché non sono conseguenza di risposte proprie, ma di indicazioni altrui assorbite meccanicamente, imitate. Nel senso stretto del termine la Responsabilità implica la Prospettiva Identità: soltanto allora ci esprimiamo dal Nostro Intimo Sé Identità.   La responsabilità esige la conoscenza del responsabile: senza conoscere Sé Stessi Identità (o perlomeno l’Io) non possiamo essere veramente responsabili perché non abbiamo il responso alla domanda primaria: Chi sono io? Come possiamo ritenerci responsabili senza nemmeno sapere cos’e l’Io e in istanza superiore l’Identità. Attenzione: non si tratta di responsi meramente concettuali, bensì di continuità di consapevolezza dal piano dell’Io e poi dell’Identità (Esistenza – Coscienza – Beatitudine).  Discernere l’Identità dall’Io e questi dal costruttore dell’Io è questione di capacità-potere. L’Io può essere inteso come espressione dell’Identità nell’ambito cosmico per realizzare esperienze-capacità che sono infine integrate (grazie a giusta sincronizzazione delle Tre Modalità vibrazionali) nell’Identità, cioè nella Simultaneità. Si tratta dell’aspetto fondamentale dell’umanizzazione.        

Io, chi?

Mi apro a riconoscere il costruttore dell’Io e come funziona.

Mi apro a riconoscere l’Io e come funziona.

Mi apro a riconoscere l’Identità e come funziona.

Io Sono chi?

L’idea che il potere è a priori negativo per la ricerca spirituale deriva anche da interpretazioni inadatte dei concetti di: umiltà, annichilimento della personalità e di annullamento di fronte a Dio. I concetti sono spunti da ben interpretare. Approcciarli meccanicamente significa subirli: rendersi serbatoio e motore per i giri apparentemente perfetti dell’uniformazione dettata dall’ignoranza. L’alieno non serve cercarlo nello spazio: lo siamo noi stessi se avvelenati da concetti alienanti. Il concetto di umiltà andrebbe inteso come capacità di fruire dal Superiore per essere migliori per noi stessi ed altri. La parola umiltà non va intesa come sinonimo di servilismo e sottomissione. L’espressione: annichilimento della personalità, andrebbe intesa anche come trasformazione umanizzante dello spazio psicofisico, non certo come eliminazione forzata della psiche e del corpo fisico, che significherebbe anche suicidio, oppure omicidio. A differenza di tempi antichi (la struttura dell’essere umano non è rimasta la stessa) invece della possibilità di perderci in Dio, oggigiorno abbiamo la possibilità di ritrovarci in Dio, che è una delle questioni fondamentali dell’asserzione che siamo fatti a immagine e somiglianza di Dio.  L’idea di annullamento di fronte a Dio andrebbe intesa come emersione dello Stato Originale grazie alla perfetta sincronizzazione delle tre modalità vibratorie.

Chiedo alla Verità di aiutarmi a capire cosa significa che sono fatto (fatta) a immagine e somiglianza di Dio.

Mi apro a riconoscermi perfettamente in Dio.

Negarsi l’importanza del potere umanizzante vuole dire dare forza al potere disumanizzante, abilità di cui la maggioranza dispone in buona o grande misura; con casi di massima misura: consideriamo che la meccanicizzazione (robotizzazione) dell’essere umano rientra nella disumanizzazione.

Chiedo alla Spontaneità Divina tutti gli strumenti per superare il culto della meccanizzazione.

La sofferenza umanizzante derivante da purificazione e consapevolizzazione è certamente positiva, indica che sta maturando il potere umanizzante. La sofferenza degenerante basata sulla meccanicità-inconsapevolezza è invece un circolo vizioso. La sofferenza degenerante è questione di potere distruttivo e conseguente incapacità di produrre soluzioni umanizzanti. Soffrire in modo degenerante è un potere negativo senza il quale non ci sarebbe afflizione degenerativa: in pratica si tratta di incapacità di continuità su stati esistenziali superiori integrati nella quotidianità.

Chiedo alla Beatitudine di aiutarmi a riconoscere e superare il culto della sofferenza.

Chiedo all’Amore Assoluto la guarigione dell’albero genealogico dal culto della sofferenza.

La capacità di generare forte negatività può essere erroneamente intesa come potere. Invece, è impotenza evolutiva: la castrazione non è certo la via verso la fertilità. Il Potere Vero è sempre in funzione dell’umanizzazione. Essere vittime della propria e altrui “inconsapevolezza”, significa essere impotenti di fronte al proprio e altrui male. L’insufficiente grado di consapevolezza è di per sé potere negativo.

Apro l’Io al Potere del Bene Assoluto.

Apro il corpo astrale al Potere del Bene Assoluto.

Apro il corpo eterico al Potere del Bene Assoluto.

Apro il corpo fisico al Potere del Bene Assoluto.

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Una risposta a “Aprirsi alla Spontaneità Divina e al Potere dell’Amore per Essere veramente Umani”

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