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Come sarebbe l’umanità oggi se avesse applicato qualitativamente la verità che l’umanizzazione è lo scopo fondamentale della vita umana?
Mi apro a riconoscere lo scopo fondamentale della vita.
Umanizzarsi è la soluzione fondamentale. Consideriamo che i problemi sono causati principalmente da mancanza di pratica umanizzante, individuale e collettiva.
Certo, ci sono necessità basilari più impellenti dell’umanizzazione diretta, per esempio: il bisogno di cibo e di un’abitazione. Lo scopo essenziale della formazione dell’essere umano cosmico e terrestre è però l’umanizzazione.
Come sarebbe l’umanità se negli ultimi due millenni avesse applicato qualitativamente, concretamente, il concetto che l’umanizzazione è lo scopo fondamentale della vita umana?
Non sarebbe certo vittima dell’odierna ignoranza esistenziale e della maggior parte dei problemi che la affliggono. Certo non è stato così perché non poteva essere, altrimenti sarebbe stato, ma porsi la suddetta domanda può essere molto utile.
Perché stupirsi di malattie, problemi non evolutivi, drammi, guerre, tragedie?
Ci stupiremmo del fatto di non poter scrivere una lettera perché conosciamo a malapena l’alfabeto?
Il male che ci contrasta non deriva forse dal fatto che noi, la nostra famiglia, la società in cui viviamo, contrastiamo meccanicamente l’umanizzazione qualitativa?
Il significato essenziale di bastion contrario potrebbe essere proprio questo: a priori percorrersi inversamente rispetto a come dovuto.
Abbandono il Superfluo al Bene Assoluto.
Chiedo al Bene Assoluto la realizzazione dello Scopo fondamentale.
Idee umanizzanti
La carenza di consapevolezza ha come conseguenza la mancanza di concetti umanizzanti. Così i concetti non umanizzanti prevalgono su idee umanizzanti.
Non considerare che umanizzarsi è lo scopo primario della vita è un aspetto fondamentale dell’ignoranza esistenziale. Lo scopo influisce sul destino: migliorare la qualità dello scopo favorisce il miglioramento del destino. Dobbiamo farci guidare dall’idea che umanizzarsi è lo scopo primario della vita. Tra l’altro, umanizzarsi significa anche immunizzars, psicologicamente e fisicamente.
Lo scopo è anche una specie di attrattore. Scopi elevati favoriscono l’attrazione di migliori strumenti evolutivi, maestri spirituali, eventi, persone. La legge di attrazione non è un optional e per attirare il meglio dobbiamo migliorarci veramente, non soltanto essere convinti di essere migliorati.
È indubbio che basandosi sull’idea che l’umanizzazione è lo scopo della vita, gran parte delle credenze fuorvianti non verrebbero prese nemmeno in considerazione, se non per essere scartate dopo essere state vagliate. Discernere le idee umanizzanti dalle idee non umanizzanti è fondamentale. Aumentando le capacità di discernimento la classificazione è sempre più qualitativa e spontanea, anche perché matura il senso del bene.
Si può fare una lista di proprie credenze su sé stessi e sulla vita in generale per poi classificarle in base alla risposta alla domanda:
Dove mi sta portando questa credenza?
Per rispondersi bene è molto indicativo considerare bene dove la stessa credenza ci ha portato.
Mancando la consapevolezza necessaria, alcune idee fuorvianti potrebbero sembrare molto evolutive. Umanizzandosi le si potrà però scorgere per ciò che sono veramente: abbagli, anche se venivano percepite come luce illuminante.
Mi apro al riconoscimento e al superamento di idee limitanti.
Chiedo al Bene Assoluto la Realizzazione del Discernimento.
Abbandono alla Verità tutte le credenze fuorvianti.
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