
Cosa significa comportarsi giustamente?
Comportarsi bene
Seguire idee sbagliate sul bene significa comportarsi male. Le regole giuste favoriscono l’umanizzazione. Sentirsi-pensarsi in colpa perché trasgredite regole giuste significa stare male perché si è fatto del bene. Senza discernere il bene dal male possiamo pensare di star sbagliando nonostante ci stiamo comportando bene. Possiamo così provare senso di colpa per aver fatto del bene. Ciò riguarda spesso il lavoro su stessi, quando le verità riconosciute contrastano con le convinzioni personali, familiare e collettive che non contemplano la fondamentale importanza di maturare spiritualmente.
So cos’è giusto?
Perché,
in base a quali principi?
Riflettendo sul fatto se ci comportiamo come dovuto può essere utile chiedersi:
Dovuto a chi, perché?
Che esempio è chi mi ha tramandato le regole comportamentali,
quanto è consapevole?
È un ingranaggio dell’inconsapevolezza familiare e collettiva,
oppure un esempio di Consapevolezza – Libertà?
Sta umanizzandosi con qualità
o si rigira nell’animalumanità?
Porgendoci queste domande dobbiamo stare attenti a non condannare. La situazione altrui va compresa, non condannata.
Chiedo al Bene Assoluto la realizzazione di regole comportamentali consapevolizzanti.
Giusto comportamento e vere esigenze
Comportarsi giustamente significa realizzare le vere esigenze. L’esigenza più profonda è la necessità di maggior umanità: siamo giusti verso noi stessi nella misura in cui ci umanizziamo.
Realizzare le vere esigenze stimola altri a realizzare le loro. Non c’è conflittualità tra vere esigenze proprie e altrui. Molteplici sono le vie verso l’unica Verità. Riconoscere le vere esigenze e decidere di realizzarle è una funzione fondamentale dell’arbitrio.
Ritenere vere le esigenze che non lo sono è uno dei problemi esistenziali fondamentali, significa nutrire il falso. L’insufficiente grado di consapevolezza ha come conseguenza l’acquisizione di valori proposti da chi ignora le vere esigenze, come anche da chi le conosce, ma ha convenienza a proporre esigenze non essenziali.
Per riconoscere le vere esigenze bisogna passare dall’immaginarsi al conoscersi. Le vere esigenze, che vanno anche sentite, intuite, non solo pensate. Per sentire-comprendere le vere esigenze bisogna sentirsi giustamente, il che implica un processo di purificazione, che esige miglior alimentazione, non soltanto nel senso di cibo fisico.
Riconoscere le vere esigenze implica l’aumento del grado di consapevolezza che a sua volta è un’esigenza fondamentale.
Mi apro a riconoscere le false esigenze.
Mi apro a riconoscere dove mi sta portando la realizzazione delle false esigenze.
Sintonizzazione sulle vere esigenze.
Mi apro alla realizzazione dell’essenziale.
Miglioramento e sensi di colpa
Una modalità per superare i sensi di colpa è tendere a migliorarsi realizzando le vere esigenze, senza però ansia e stress da miglioramento.
Bisogna stare attenti a non seguire standard sbagliati, idee sbagliate sul miglioramento: indicano come diventare una minorazione di sé stessi. È necessario seguire ciò che ci eleva in modo da essere via più indipendenti. È comunque meglio usare il termine: essere ispirati da…, piuttosto che seguire. Il concetto di seguire può favorire seguacismo, idolatria.
Tendere a essere migliori non deve essere ragione di sensi di colpa perché non si sono raggiunti certi obbiettivi. La soluzione a questo possibile inconveniente evolutivo è essere consapevoli il più possibile attimo dopo attimo.
Mi apro alla consapevolezza massima: ora-qua.
Liberarsi da codici fuorvianti
L’attivarsi del meccanismo di colpa può essere una reazione all’essere usciti dai binari del codice comportamentale con cui siamo programmati. Uscire dai binari della meccanicità è un incidente molto positivo. Può provocare ferite, ma meglio essere vivi con ferite che defunti sepolti dalla meccanicità.
Uscire dai binari può rappresentare l’inizio del percorso verso l’Umanità, ben lontana dall’automaticità che passa molte stazioni senza portare veramente da qualche parte.
Sono pienamente aperto-a all’Autenticità.
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